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mercoledì 14 agosto 2013

il nuovo contratto 2013

Ovviamente sono cambiati tutti i numeri adeguati alla vita attuale. Aumentati i minimi contributivi, disciplinati più nello specifico i riposi settimanali. Più precisi gli accordi per la paga di festività e straordinari. Precisato come godere delle feste per chi professa altre religioni. Per chi necessita (per gravi motivi) di un periodo di ferie (massimo di 12 mesi) successivo alle normali ferie e permessi senza ovviamente prendere paga sarà possibile con il consenso del datore di lavoro assentarsi dal lavoro. a detta di molti questo consentirà l'assunzione di una o più persone conviventi o no a supporto della badante titolare. tante belle parole ma poi l'anziano resta anziano e va seguito da qualcuno, se non lo fa la badante dovrà farlo la famiglia come sempre. Il nuovo contratto 2013 è qui

lunedì 20 maggio 2013

Fare la badante, prima di tutto è avere un lavoro

Quando assunsi la badante che è con mio padre da 4 anni, presi quella che mi sembrava il meglio di tutte quelle che avevo visto. E' ovvio sia così. A dir il vero presi la meno peggio. Capivo che era disposta a fare qualsiasi lavoro onesto, pur di avere un permesso di soggiorno. Per restare in Italia con la sua famiglia, era disposta a lavorare a 800 Euro mese, perchè era quello che io offrivo per un lavoro di convivenza. Doveva trovare un lavoro di lì a 4 mesi (tanto gli durava ancora il permesso di soggiorno), altrimenti sarebbe diventata una clandestina, con il rischio di dover tornare al suo paese, lasciando qui i suoi quattro fratelli, suo padre e sua madre. E' mussulmana e io non so ancora bene cosa sono, ma la religione non è mai stata impedimento al lavoro, a parte qualche usanza per i cibi, per le feste religiose che comunque entrambi ci siamo   subito accordati di reciprocamente rispettare. Ho dovuto affiancarla per un po', perchè io ho fatto tanto ospedale, con tutti, e sono stato costretto ad imparate da giovane. La lingua era un lievissimo problema, ma ho preferito comunque fargli fare un corso per badanti per abituarla ai termini, alle persone, soprattutto a quelle non della sua stessa nazione. All'inizio ho dovuto aiutarla a cavarsela per i documenti, se lei era badante io le ho fatto da "balia". Oggi se la cava abbastanza bene, anche se di tanto in tanto qualche discussione c'è, ma ci chiariamo sempre abbastanza in fretta le reciproche idee.
La considero, più che una persona alla quale ho affidato mio padre, una presenza che assicura assistenza quando non ci sono. Quando c'è qualche problema che non sa come risolvere mi chiama e generalmente per telefono risolviamo sempre tutto.
Non pretendo che faccia le cose con amore, anche se lei le fa con il sorriso e questo è già molto importante per tutti e soprattutto per mio padre (quando reciprocamente non ci alteriamo, ovvio, io, lei o mio padre).
So che non poter tornare a sera nella sua famiglia, è un limite di questo lavoro, ma non ho alternative.
Lei sta con mio padre 4 notti la settimana e per tre giorni consecutivi non vede i suoi famigliari.
Lo stipendio oggi è una volta e mezza quello pattuito, il lavoro è diminuito. Ho aumentato io l'uno e diminuito l'altro. Mi rendevo conto che soffriva e che più di soldi aveva bisogno di stare con i suoi. Oggi, da un anno, forse da quasi due, arriva Lunedì primo pomeriggio e se ne va il Venerdì dopo pranzo.
Dopo questi anni, delle volte, mi spiace non poterla lasciare andare a casa sua a dormire anche per quelle 4 notti, ma il lavoro da badante convivente è così, e io abito qualche centinaio di chilometri distante da mio padre. Occorre anche capire da una parte e dall'altra che è un problema di questo lavoro che però è anche il succo di questo lavoro. Fare la badante, farla bene, è pur sempre un lavoro, solo un lavoro, responsabile, di fiducia ma pur sempre un lavoro, per entrambe le parti, dipendente e datore di lavoro. Un lavoro, solo un lavoro, anche se ci si da del tu, anche delle volte si scherza, anche se ci si invita a casa propria a prendere un caffè e ci si fa i regali a Natale.

sabato 1 settembre 2012

Meglio figli o infermieri?

E' inevitabilmente una domanda che prima o poi ci si pone. Se si è troppo figli si impigrisce (per affetto) l'anziano genitore, se si è troppo infermieri si guadagna in salute tutti (figli e genitori) ma si spersonalizza anche il rapporto umano e la depressione potrebbe farsi strada nella testa dell'anziano. Questa è stata anche un'estate calda. Molti se ne sono andati per sempre. Molte badanti, al rientro dalle ferie dai loro paesi d'origine, non troveranno più il lavoro per morte dell'assistito. Badare ad un anziano è anche questo. Un organismo fragile, mal sopporta il caldo eccessivo ma anche il freddo troppo intenso e gli sbalzi di temperatura certo non aiutano chi è un po' naturalmente debilitato. Qui in una settimana, si è passati da 38 gradi all'ombra, a 20 gradi all'aperto, sotto le nuvole. Oggi qui è venuta un po' d'acqua. A sufficienza, ma soprattutto è arrivato un fresco troppo fresco e mia madre questa sera ha ben pensato di farmi tirar fuori una coperta "per prepararci all'inverno" dice lei (oggi era ancora Agosto). Un anziano ha quasi sempre fretta, anche l'ansia di farsi trovare impreparato. si barrica contro tutti per salvare se stesso. Agosto è passato e grandi caldi non ne verranno più, anche quest'anno, questo pericolo è superato. Adesso avremo gli sbalzi di temperatura e poi verrà il freddo. Ogni stagione ha i suoi pericoli per un anziano. Da questa trincea, per ora ce l'abbiamo fatta, Due settimane fa, i giorni più caldi si sono mangiati una decina di anziani qui attorno. Un anziano si lascia andare di suo. Credo che delle volte anche litigare serva un po' ad ossigenare il sangue.
Prima bisogna essere rigidi infermieri e poi anche figli per non ridurre tutto solo a quel lavoro che a me sembra delle volte sia diventato seguire i miei genitori nei giorni molto pesanti. Fra un po', ammesso tutto vada avanti senza troppi intoppi, entrerò nel quinto anno di assistenza. Mi sto facendo un po' di conti e la badante non sta facendo più giorni di me pur essendo convivente (quando c'è) e a 54 ore settimanali. Fin che resisto va bene così. Va bene per loro ma inevitabilmente mi consumo io oltre a pagare una persona. Il lavoro in se non è granché ma ci sono momenti che logorano senza dar tregua. Delle volte credo che una persona depressa non dovrebbe nemmeno iniziare questo percorso che non si sa fino a quando può durare. Per assistere i propri genitori occorre avere molto fisico da consumare. Lo dico perchè ho visto persone crollare e altre che vengono a vedere come faccio perchè magari in due o in tre non riescono ad assistere una persona. Io ne ho due, anche se non entrambi allo stesso livello d'impegno, e non dico nulla alla badante quando non fa le ore a contratto, e quando vedo che comincia a soffrire la mando in ferie anche se giorni non ne ha più. Lavare, cucinare, stirare, pulire sono lavori, fare la badante è molto di più se lo si vuol fare in modo decente.

venerdì 17 dicembre 2010

sogno europeo di badante

Oggi ho letto un appello su Google.
"Sono badanti cerchi lavori si alogiu e vitto"
Molte donne partono dalle loro terre e arrivano qui, non importa se è Natale o qualche altra festa. Forse c'è solo la voglia di dire basta agli stenti, di una vita precaria in Moldavia o in Ucraina o in Perù o da qualche altra parte del mondo, e si capita in questa Italia sempre più povera per tutti i poveri.
Il sogno finisce qui, in una stella di quelle segnate sulla bandiera europea. Tante volte la fortuna non aiuta. Spesso le persone cercano si una badante, ma a prezzi da fame, più da fame che in un paese più povero di questo. Un viaggio per nulla, e adesso magari, non ci sono né soldi né voglia di tornare a mani vuote. C'è sempre uno spiraglio di luce che non ti fa vedere le nuvole scure tutte attorno.

venerdì 10 dicembre 2010

Com'è una brava badante?

Purtroppo, molto spesso, una lavoratrice diventa badante, perchè quello è l'unico lavoro che il mercato offre.
Il numero delle badanti sembra crescere in continuazione, invece le persone disposte a farlo (soprattutto nella versione conviventi 24 ore su 24) sono sempre meno. Il numero aumenta solo in funzione della sempre crescente "emersione da lavoro nero" cioè cresce il numero delle badanti in regola. Molti stati esteri stanno limitando i visti di uscita, perchè il grosso del mercato è alimentato (non tanto dai barconi che fanno notizia) ma dal continuo ingresso di donne in Italia per turismo o per studi, e che poi restano qui nella clandestinità sperando in qualche sanatoria. Molti stati si rendono conto di subire una autodeportazione da illusione di denaro "facile", con il conseguente sfascio delle famiglie e del tessuto sociale interno. Non mi meraviglierei se un ambasciatore di Ucraina o Moldavia, facesse pressione sullo stato italiano, per chiedere un risarcimento Inps.
Purtroppo il lavoro da badante, non è un lavoro di pulizie e lavapiatti e molto spesso non se ne rendono conto né  le future badanti né i futuri datori di lavoro o loro figli.
Purtroppo i giornali parlano in modo "gaudente" di badanti, solo in caso di furti e matrimoni con vecchi assistiti, ma ormai si sa, la carta stampata vende solo se c'è gossip. Fare vere inchieste su questo lavoro, sui centri di accoglienza, sulle percentuali di disaffezione alla vita, sui metodi di "smaltimento" dei clandestini, su quanto nero resti questo lavoro anche quando emerge ed è regolarizzato, non paga, perchè non interessa a quelli che hanno soldi e tempo per comprare e leggere quei giornali. Sarebbe per un giornalista, e ancor più per un editore, una operazione suicida.
L'opzione badante non va scelta perchè costa meno (così non è) della casa di riposo, ma perchè si desidera una assistenza e una cura domiciliare anzichè l'emarginazione dell'ospizio per il proprio vecchio.
Una lavoratrice dovrebbe scegliere la professione di badante anzichè il lavoro di pulizia, o lavapiatti, o maestra di scuola o ingegnere, non tanto perchè c'è un tetto, magari con residenza connessa e vitto pagato, ma perchè lo sente come lavoro adatto a se. Il lavoro di badante dovrebbe essere solo il primo gradino di servizio alla salute degli altri, con l'impegno a diventare OSS (operatrice socio sanitaria), infermiera professionale e perchè no magari medico.
M'illudo in continuazione lo so.

martedì 5 ottobre 2010

Italia invasa da 3 milioni di badanti

Sara vero, sarà falso, sarà nero?
Questa mattina, un precario si è ucciso perchè ha perso il lavoro ... e si uccidono anche piccoli imprenditori.
Qualcosa non quadra. Il tanto osannato risparmio degli italiani, sta finendo in nero, in grigio o in bianco nelle tasche di lavoratori stranieri che qui trovano l'America.
Qualcosa non quadra. Gli italiani disoccupati. Gli stranieri lavorano. Storia vecchia.
I parenti, i figli dei parenti, i conoscenti, i figli dei conoscenti non trovano lavoro, anzi vogliono il call center (un lavoro passatempo, precario e poco retribuito), nessuno vuole provare la via dell'assistenza domiciliare.
Se io non abitassi in un altra città, con il lavoro in un'altra città, e i suoceri in un altra città ancora con forme senili ancor più devastanti, oggi lavorerei per mio padre. L'ho fatto per un anno, è dura, ma perchè tutto attorno a me è duro e costoso ad iniziare dai trasferimenti continui, giornalieri, 365 giorni l'anno.
Il lavoro di badante, è una grande opportunità in un paese di vecchi, che non ha bisogno di grandi scuole anche se (chi più chi meno), gli onorevole riversano soldi dello stato su istituzioni più o meno amiche, che sfornano corsi inutili per persone che li frequentano alla sola ricerca di conoscenze per un contatto, anzi un contratto. Una badante deve accudire una persona come se fosse suo figlio (anche se l'aspettativa non è così grande), cosa c'è di tanto difficile, di innaturale, di complesso da studiare? La badante non è e non deve fare il medico o l'infermiere, deve solo badare con l'occhio vigile della madre. Non c'è bisogno di conoscenza ma di un pò d'amore e di un adeguato stipendio.

domenica 26 settembre 2010

Fare la badante è un lavoro e tante altre cose ...

Chi andrebbe in casa d'altri a patire le pene del carcere solo per quella misera paga sancita dal contratto nazionale?
Nessuno, nessuna a meno di un valido motivo.
Fare la badante è un lavoro, con un datore di lavoro spesso esigente, sempre presente, sempre con il fiato sul collo (quando non è necessariamente il contrario).
Innanzi tutto, chi viene da fuori, da molto fuori, ha bisogno di un indirizzo, di un posto dove dormire, per non essere un/una clandestino/a.
Essere un clandestino non è una condizione poi così male, ma l'inverno è lungo e il freddo si fa sentire. Non sempre si mangia lontane/i da casa. Fare la badante non è la soluzione ma una discreta condizione. Un punto di partenza per una vita futura. Fare la badante vuol dire contare su un tetto sicuro, un indirizzo (si può anche chiedere la residenza presso il datore di lavoro) e non avere più strozzini che ti affittano un sottoscala a 800 euro mese.
Si mangia. Chi fa la badante, mangia e cucina quasi sempre piatti di suo gradimento. Il datore di lavoro è un pò costretto ad adeguarsi.
Se la cucina d'origine è un po' diversa nel frigorifero ci saranno sicuramente piatti pronti (solo da scaldare) perchè il datore di lavoro possa sentirsi ancora parte del suo vecchio buon ristorante italiano.
Non è il migliore dei lavori, si può sempre decidere di mollarlo per qualcosa di migliore ma si può anche avere molto più tempo di quello garantito dal contratto. Ci si può fare una cultura imparare qualcosa. Porre le basi per un proprio futuro più dignitoso.
Fare la badante vuol dire avere, luce, gas, riscaldamento, acqua, lavatrice e detersivi, una cucina e un frigorifero solitamente abbastanza pieno ed altri gadget, come televisione, giornali, telefono e perchè no magari anche l'ADSL ASSOLUTAMENTE GRATIS. Poi c'è la paga da mandare alla famiglia e da spendere il Sabato al mercato e alla Domenica in giro.
Fondamentalmente fare la badante è un lavoro che può essere anche sottopagato ma che ha tanti benefit non del tutto trascurabili.
Porca miseria, quella che lavora dal mio vecchio, ha parlato poco meno di 10 minuti con il Marocco, usando il mio cellulare (lasciato imprudentemente sul tavolo) per la modica cifra di 25 Euro in un colpo solo.

i migliori amici della badante

No! Non intendo quelli che potrebbe portarsi in casa, intendo quelli che ci sono già in casa.
Potremmo fare mille conti e scoprire che l'RSA costa mediamente 100 Euro in più al mese. Rifarli dopo aver considerato tutto (ferie, malattia, bollettini Inps, spese per la busta paga, documenti e altre scocciature) e scoprire che la badante, fin dei conti costa solo un po' di più. Potremmo assumerla e scoprire che la nostra vita non è più un inferno come prima, ma è un inferno con un po' di giorni di ferie. La badante non c'è il Sabato e la Domenica e li sono 104 giorni di "lavoro" anno che dovremo fare noi (certamente non si possono paragonare a qualche visitina rapida al mese in un ospizio) alla lunga pesano. Ci sono le ferie, un bel 26 giorni e poi ci sono i permessi e la badante potrebbe ammalarsi, anche se non gli conviene, perchè stranamente, la badante non ha un'assicurazione contro le malattie come tutti i lavoratori. Per pochi giorni paga il datore di lavoro e poi più nulla.
AAAaaaaaaaaaahhh!!! Gli amici me n'ero dimenticato. Io mi dimentico ma il mio portafogli no.
La badante adora e conversa amabilmente con loro per alcune ore al giorno. Il frigotelefonino che invenzione!
Finchè nessuno lo venderà in un supermercato, la badante userà telefono e frigorifero distintamente ma anche contemporaneamente. Ovviamente il frigor è quello di casa e il telefonino pure, per restare in contatto con i parenti lontani o le amiche vicine, una scusa adatta e buona, si trova sempre. La badante può non ricordarsi come far partire la lavatrice ma come cannibalizzare il frigorifero e utilizzare tutte le funzioni del cordless in quello è un tutor.

lunedì 20 settembre 2010

badante fa rima con usurante

La badante apparentemente non ha commesso alcun reato, ma è una carcerata stipendiata. Ha la sua ora d'aria (due ore al giorno) e poi torna in cella. Come lavoro non è nemmeno un gran che. Si lava, si stira, si fa da mangiare, si fa la polvere e i pavimenti ... e questo è già un lavoro, anche se questo è solo il contorno del lavoro vero. Badare vuol dire tenere d'occhio una persona, farle un po' da tutore, curandone i suoi bisogni reali. I vecchi si inventano un sacco di esigenze accessorie.
I vecchi sono vecchi sotto tutti gli aspetti. Ritengono si debba a loro un congruo licenziamento per abbandonare la vita, nelle RSA questo lo sanno benissimo ed agevolano, del resto per quelli che ci lavorano ovviamente è prima di tutto un lavoro.
Un vecchio è già un vecchio per tutti (primo fra tutti i medici che te lo spiegano) e per questo il vecchio sta all'erta. Un vecchio sa di essere un peso ma non ci sta a mollare senza oscar alla carriera. Il mondo gli è dovuto. Un vecchio pretende servigi e dedizione da chiunque gli stia attorno come l'annegante annaspa alla ricerca di una mano da tirare sott'acqua per risalire in superficie verso la vita incurante della sorte del suo salvatore.
La badante deve in continuazione salvare il vecchio. Se lo molla perde il lavoro, se resiste prima o poi sclera.
Questo umanamente va tenuto in giusto conto alla fine del mese quando si paga.

venerdì 18 giugno 2010

La badante è in malattia ... ma per quanto tempo?

Quando la badante è in malattia, si moltiplicano i problemi. La badante ha bisogno di cure, si ammala e resta in casa. Una badante che si rispetti, si ammala a casa sua e manda il certificato medico il giorno dopo, così può andare a fare un lavoro in nero da un'altra parte senza troppi problemi. Se però il datore di lavoro s'insospettisce, la cura, ma non con il Formitrol ma con un cannocchiale.

Il contratto parla chiaro:

1) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
2) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
3) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Una badante che hai in casa da 2 anni, e ti si ammala a prendere il sole per sei mesi sul Mar Nero, è una vera sfiga. Gli mantieni il posto di lavoro, però almeno non la paghi. Si! Perchè se la badante si ammala paga il datore di lavoro. Calma oh! Mica per sei mesi.

Punto 1)

si pagano massimo 8 giorni (i primi tre consecutivi al 50%, gli altri al 100%) dopo 8 giorno (nei 365 giorni dell'anno) non si paga più ma, si aspettano 10 giorni di malattia prima di decidere se licenziarla o sopprimerla, perchè diventa un peso per la società (l'anziano che non vuol morire e il figlio che cerca di convincerlo a farlo e che normalmente paga le spese della prestazione)

Punto 2)

si pagano massimo per 10 giorni (con la solita clausola del 50% per i primi tre giorni) dopo 10 giorni non si paga più "e ti credo, che sono Babbo Natale?" però ci sono 45 giorni di tempo per lasciarla definitivamente sul Mar Nero o sulle alture del Kilimanjaro. Ragazzi occorre pazienza. Ragazzi si fa per dire, perchè tu prova a spiegare al vecchio che la sua cara badante è a casa per volontà sua e non è colpa dei parenti che non vorrebbero più pagarla ma stoici continuanio a stampare Euro.

Punto 3)

stesse regole, si pagano 15 giorni e si mantiene il posto per 180 giorni.

La fregatura è che finita una malattia si ricomincia da capo a contare anzianità e anno solare entro il quale la malattia si accanisce sulla badante.

lunedì 7 giugno 2010

Assumiamo ... che è ora.

Si assumiamo. Ma chi, a che prezzo, da chi e a chi lo diciamo poi?
Facciamo le cose in regola, abbiamo già fatto la nostra scelta, abbiamo visto persone distratte, pretestuose, presuntuose. Abbiamo visto schiavi e sergenti dei Marines. Abbiamo visto raccoglitori di pomodori pieni di buona volontà e badanti esperte ben usurate. Questo lavoro è logorante. Un vecchio, è quasi come un bambino, ma è peggio, conosce tutti i trucchi per fregarti, sa quando frignare e quando esigere. Niente da garanzie se non una prova e poi forse nemmeno quella basta. Ogni giorno c'è un passo verso l'integrazione familiare, più c'è confidenza e più il confine tra lavorante e familiare si stempera, può essere un bene può essere un male ad ogni testa c'è una croce e non parlo solo di medaglie dritte o rovesciate. L'integrazione è una continua lotta per prendere e mediare posizioni, non è detto che vinca la famiglia, o il vecchio, o la badante ... certe volte vincono solo le tasse.
Vai ai sindacati per capire, ma ognuno sa e recita la sua parte per far giusto tutto, dovresti saper tutto, ma ti manca sempre un'informazione.
Prima di assumere è bene sapere tutto o quasi, poi si passerà alle carte.
Ovvio!!!
Inutile cercarsi grane, meglio assumere una persona comunitaria (non necessita di permesso di soggiorno).
Va bene anche un'extracomunitaria in regola con il permesso di soggiorno.
Se proprio se ne vuole una clandestina, meglio dirgli di tornarsene a casa e poi la si fa arrivare in Italia con il contratto di lavoro già in essere.
... altrimenti diventa una ricerca di sanatorie e di condoni, anche se prima di quel giorno non la si conosceva nemmeno.