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lunedì 28 maggio 2012

La moneta del vecchio

(Domenica, ore 23,50)
Sono stanco.
Pannoloni, cucina, scopa, lucidatrice, piatti, doccia, dentiera, lavatrice ecc. L'immagine la metto domani.
Ho persino messo questo scritto nel posto sbagliato...

(Lunedì, ore 8,10)
Sono in attesa, mia madre questa mattina non vuole alzarsi e la filiera si interrompe. Ieri sera doccia e la doccia l'affatica oltremisura ... anche se gliela faccio io.


(Domenica, ore 23,50 ... torno a ieri notte)
... sono passato attraverso tante vicissitudini. Coma, "avverta la moglie (mia madre) perchè in ospedale si può anche morire, la situazione è grave". Farmaci sbagliati, terapie mal fatte. L'infermiere non fa quello che il medico prescrive e il medico rincara le dosi basandosi sui risultati "insufficienti". Il paziente passa di mano, controlli non fatti, tutti tirano a campare, sono venute meno le motivazioni. Non si bada troppo ad un giovane figuriamoci per un anziano, al peggio non c'è mai fondo. Parecchia ambulanza per medicinali errati. Conosco la decisione di non voler più mangiare, di voler morire. La fatica di ogni giorno per controvertire queste decisioni, se cede una volta gli altri sono tutti falsi allarmi. Serve? Delle volte credo sia anche questo accanimento terapeutico. C'e stata voglia (mia e sua) di sparire da un trasferimento all'altro, da un ospedale a una riabilitazione, o all'ennesimo altro esame. Ho visto tanti morire, erano suoi vicini di letto, con certi si era fatta conoscenza, poi un po' alla volta scremano tutti. I parenti e amici che lo venivano a trovare e lo pensavano pronto per l'aldilà, non era ancora pronto.
Mio padre con me non ride mai. Io so farlo ridere, ma ha un carattere così cocciuto che piuttosto di ridere con me, prima si copre la faccia, poi si condiziona al punto da riuscire a piangere.
Guarda qualche sport, spesso solo la lucina in basso del televisore (guarda se balla, quando il decoder fa l'aggiornamento) oggi ha anche usato il telecomando (di solito quello è competenza esclusiva di mia madre). Faceva zapping tra la Formula Uno a Montecarlo e il giro con arrivo a Milano (mi pare). Quando gli ho chiesto chi fosse arrivato non me lo ha saputo dire, il giochino doveva essere quello di cambiare immagine. Oggi era in buona e ragionevole ... sono queste le cose che fregano ... domani sarà di nuovo via, è bene non illudersi mai. Ho imparato a seguire mio padre come un lavoro, credo sia il migliore dei modi, non ci si illude quando è fra noi non ci si incazza quando è via.
Oggi è anche uscito da solo in cortile, voleva rastrellare l'orto ... mentalmente. Va a giorni. Solitamente ... sempre, bisogna accompagnarlo dappertutto, e ci sono anche le settimane da carrozzina. Oggi era pieno di vigore (pieno si fa per dire), dieci passi fuori ed era già stanchissimo. Seguire mio padre è faticoso e la moneta che usa per pagarmi è la sua risata. Ride sulla pubblicità di Wind (Aldo, Giovanni e Giacomo ... mi abbonerei a Wind anche solo per questo), si inventa delle storie ancor più comiche di quello che sono in realtà. Il suo canale "preferito" (glielo faccio preferire io) e Rai Movie, guarda solo film, comici è meglio. Di Monti e dell'Italia non gliene frega nulla (del resto a Monti non frega nulla di lui) e nemmeno del telegiornale eppure si è fatto 6 anni di guerra via da casa.
Mi ripaga di tutto quando lo sento ridere, magari commenta con me, per qualcosa in Tivù.
Fa tenerezza sentirlo ridere, anche se mai con me. Allora mi dico che la vita è fatta di risate e ancora una non riempie mai abbastanza la vita. Lo so, domani sarò tutto un altro giorno, me ne sono fatto una ragione, è un bene per me è bene per lui. Meglio non darsi troppe aspettative.

(Lunedì, ore 11,30 ... abbiamo finito colazione)
Il Lasix di ieri ha fatto più effetto del solito, con la minestra di ieri sera (zucchine e cipolle fa allagamenti in continuazione, due litri nella notte nella sacca). Delle volte credo che zucchine e cipolle facciano molto più del più potente dei diuretici.
Lo so che questo scritto è più pasticciato del solito ma la mia vita è pasticciata e poi questo non è esercizio di scrittura, non ne sarei capace. Lancio un sasso per farmi sapere come un sasso va sull'acqua, delle volte rimbalza e schizza via prima di affondare, altre volte è subito tonfo. Me lo scrivo per ricordarmelo nei momenti più bui ... per ricordarmi dov'è l'interruttore della luce.
La settimana scorsa ho incontrato una figlia di cugini. Mi chiedeva "Quanti ne hai a letto?". Quando uno ti fa una domanda del genere, vuol dire che non ha mai seguito un anziano. Me lo hanno detto anche in riabilitazione, ho provato con mano. Il momento peggiore è la fase che precede l'allettamento. L'anziano cerca di vivere e fugge dal letto ... appunto, fugge e non lo si trova mai dove si vorrebbe. Bisogna essere davanti e dietro l'anziano costantemente.
Il padre della lontana cugina è morto in una riabilitazione, ematoma occipite di natura non determinata ... gli è caduto al suolo, presumibilmente dal letto.
Quanti ne ho visti in terra ... te ne accorgi dal botto, dopo ... e di solito è troppo tardi.

giovedì 12 gennaio 2012

Accesso difficile decesso facile

Essere vecchi è una sfortuna. "Muore chi è vecchio" dice sempre mio padre. C'è sempre l'anello debole nella catena e l'organo sofferente nel corpo. Quando quel pezzo a vario titolo è usurato, trascina nel sonno eterno tutto il resto. Una delle cose che sistematicamente mi sono sentito ripetere alla noia in questi anni, è che mio padre è vecchio. A 93 anni non hai ragionevolmente un'aspettativa di vita "abbondante". Se ti distrai un attimo sei fuori. Un medico nemmeno si impegna troppo per razionalità, è una partita persa, massimo va ai supplementari ma mica puoi pensare di avere un intero campionato da giocarti. Spesso i parenti sono assenti e demotivano alla cura. L'età è la malattia più grave che uno incontra nella propria vita, non c'è scampo. Ogni scusa è buona per dare una giustificazione al decadimento naturale. Certi medicinali non si possono nemmeno dare, produrrebbero più danni che benefici, stessa regola per esami più o meno invasivi, un graffietto può diventare una perforazione petrolifera. Un anziano mangia poco di suo, quindi se cala di peso non è un farmaco sbagliato, un male vero o la consapevolezza che il finale non può tardare molto, è sempre il poco mangiare anche se uno di suo è un ghiottone (tanto chi può dire il contrario?).
Quante volte sarebbe morto mio padre se io non fossi sempre stato lì? Lui si lamenta sempre di me, non ha pudore, mi rinfaccia anche qualche carezza (non ricambiata) che mi ha dato quando ero piccolo. Ci lascio la vita, ma lui non ne ha mai abbastanza. I vecchi si nutrono della vita di quelli più giovani, che stanno attorno a loro. L'altra sera dovevo metterlo a letto, non ce la facevo più, mi ha detto "resisti ancora 5 minuti poi vai a dormire e ti riposi". Il problema è che, a letto lui, a me restano altre due ore da trafficare in casa. La lavatrice, la tavola, i piatti da lavare, i fornelli, che è sempre sporco anche se lo lavo sempre e ci sto attento, le briciole sotto il tavolo e anche qualche cosa d'altro, la dentiera, qualche volta stiro col ferro altre con le mani e basta.
Ma è in ospedale che non si può mollare mai e bisogna scegliere un mix di fermezza e di basso profilo, senza rompere le scatole, e poi le attenzioni, i sorrisi, le strette di mano, i grazie misurati (nè troppi nè pochi) anche se dentro non se ne può più e qualche regalino di riconoscenza (mica cose grandi, attenzioni, segni di riconoscenza). I medici hanno tanti ammalati e gli infermieri hanno medici e ammalati demotivati anche sulla paga... è dura.

giovedì 18 novembre 2010

Il vecchio e il male. Quando il mobbing viene da dentro.

Mi veniva il magone. Quelle istantanee hanno lasciato una cicatrice profonda nel mio carattere. Erano gli anni ottanta e le grandi aziende di stato e non, venivano dismesse. Era così a Milano, Brescia, Torino, Genova. Di colpo si passava dalle multinazionali  del faccio tutto io, alle strutture snelle del tutto fuori. Nasceva l'outsourcing. A turno, gli operai presidiavano le entrate alle fabbriche. Qualche volta, lasciavano passare persone, "... purchè a piedi, purchè esterni". Ho due immagini nitide, nella stanzetta (piccola, piccola) della tristezza della mia mente. Riva Trigoso e Sesto San Giovanni. A Riva, ero lì di pomeriggio, un viaggio tribolato, una mattina complicata. Erano in sciopero, ma nessuno faceva picchetto all'ingresso, lo avevano fatto il mattino, poi tutti erano andati via ma gli operai erano dentro. Ci andavo per la prima volta. Fette di transatlantici in costruzione. Non ne avevo mai visti di cosi grandi. Non sapevo che le navi venissero costruite a fette verticali.  Nessun rumore, nessuno in giro. Quando sei al mare ti viene spontaneo guardare il mare. Le barriere frangiflutti grigio chiaro di cemento, sopra, seduti, gli operai in fila unica e tuta blu, poco più avanti, in fila unica i gabbiani a penne bianche. Fermi, a guardare il mare. Nessuna nave all'orizzonte, solo onde che venivano da lontano a vedere quello spettacolo.
A Sesto ero di casa. faceva freddo quel giorno, sciopero e solito picchetto all'ingresso. Gli operai bruciavano quel che trovavano per scaldarsi un po' mani e cuore. Falò se ne vedevano tanti in quel periodo. Fuoco è fuoco, mica stai a guardare cosa brucia. A Sesto mi ero fermato a chiedere a quelli del picchetto come andava, avevo visto fuoco e carburante. Mi crollava un mondo addosso. Erano disegni di grandi macchine, come ne avevo fatti passandoci delle notti al tempo della scuola. Mi dissero che erano vecchi. Sapevo con che fatica si disegnavano, sapevo quanti calcoli a mano si dovevano fare. C'era il lavoro, lo studio, l'inventiva di una generazione. Sapevo cosa volesse dire progettare qualcosa di nuovo, le notti insonni cercando soluzioni, la costruzione e i continui dubbi teorici a lavoro ultimato. Tutto finito, tutto inutile, tutto in un fuoco, una vita in un attimo. La colpa non era di quel fuoco, ma della politica e della finanza che ratificano, mediano e con una firma cancellano.
Si dice che i problemi più difficili da superare nella vita siano nell'ordine, la perdita di una persona cara, la perdita del lavoro, la perdita della casa.
Un anziano ha tutte le cose assieme quando diventa non sufficiente a se stesso. Perde tutte le persone care che di colpo diventano nemici da contrastare. Arriva il demansionamento, l'emarginazione e l'umiliazione del non bastarsi. L'avvio a una casa che, sarà pur di riposo, ma non è la sua.
Di colpo il lavoro e i progetti di una vita bruciano, passano in mano a politici e finanzieri, prima affettuosi parenti. Con poche firme la gestione dell'anziano va in outsourcing, si risparmia, si guadagna in efficienza, si monetizza, si snellisce la struttura famigliare. Il vecchio si difende, non mangia, non prende più medicine, sciopera, la fatica si fa sentire  ... ormai il percorso è tracciato e gli striscioni del traguardo sono sempre più vicini. Il giro della vita è finito.

lunedì 4 ottobre 2010

il vecchio non vuole la badante

la vecchia men che meno.
B (sta per babbo) - Ma come? Ti dicono, in tutti i modi, di diffidare di tutti, il comune ti manda un volantino su come difendersi dai falsi uomini in divisa e vestiti bene, i carabiniere ti mandano tutti i trucchi per capire i casi sospetti e tu mi porti in casa un'estranea? Ma come ragioni. No! Noooo!!! Non se ne parla nemmeno. Nascondi subito tutto, che qui adesso rubano, è successo anche all'Armando. Tu vedi l'ora che io muoia per prenderti soldi e casa. Io sono autosufficiente e so badare benissimo a me stesso
S (sta per schiavo) - Non ce la fai babbo, devi avere almeno uno che ti dia una mano.
B - Appunto, e tu cosa ci stai a fare? Dovresti vergognarti a mettermi in casa la prima zingara che trovi con tutto quello che io ho fatto per te. Cosa credi di essere cresciuto da solo?
S - Ma abito lontano e poi il lavoro, la mia famiglia ...
B - Va bene, dirò al medico che non hai tempo per tuo padre.
S - Se tu tieni una persona che sta a casa poi arrivo io e ci diamo il cambio.
B - Sono arrivato a 90 anni da solo e adesso non mi spetta niente? No piuttosto vado all'ospizio.
S - Ma babbo dall'ospizio non esci più e poi ti ricordi come piangevi e ti arrabbiavi in ospedale?
B - E va bene, allora meglio morire, tanto io non mi aspetto più nulla della vita. Se non ti vergogni ad abbandonare tuo padre come un cane meglio morire subito.

mesi usuranti di discorsi del genere...
Bisogna prendere una decisione senza il vecchio, lui non mollerà mai. Bisogna metterlo di fronte al fatto compiuto.

burn out, quando il vecchio consuma

mai visto Valentino Rossi, felice a fine gara dopo l'ennesima vittoria, che inchioda da fermo la gomma anteriore, da tutto gas e lascia che la ruota posteriore ruoti e fumi il pneumatico descrivendo un cerchio sull'asfalto? Ecco quello è il burn out. Il vecchio è la ruota davanti e il familiare che se lo prende in carico è quella ruota posteriore che si stà polverizzando girando in cerchio. Mi sento usurare mentre lo dico.
Certi giorni non vorrei più alzarmi sapendo cosa mi aspetta. C'è da diventar matti.
Un anziano si muove poco, non sa dove andare, non si ricorda come fare, ha bisogno di una guida, di un qualcuno che pensi e preveda per lui il pensabile. Un anziano non chiede, va per la sua strada, è preso da se stesso, ma non sa esattamente come aiutarsi. Certe volte è come farsi scappare una lumaca, ti fermi un attimo ed è sparita ... mi sento spesso lepre impotente.
La ruota posteriore può solo girargli attorno a tutta velocità, con tempismo, per capire dove quella ruota anteriore voglia andare. Un anziano non ha mai fretta e non capisce la frenesia che gli sta attorno, anzi gli da fastidio. Il vecchio ha solo le sue due o tre cosette da fare ogni giorno, e se possibile oggi, anche quelle di tutta la settimana, così è a posto. Fare certe cose, anche le più semplici è una fatica organizzativa non trascurabile per un vecchio. Finito quel poco il tutore è libero ... se l'anziano dorme, ma gli anziani non dormono mai e te lo dicono in continuazione. Vigilano, dirigono con lo sguardo e dubitano su tutto e di tutti.

domenica 3 ottobre 2010

Il vecchio e l'ospedale

L'ospedale a cosa serve? Domanda stupida. A curare ovvio. Ma curare chi e in che modo?
Quando il malato è giovane ci sono tante buone ragione per curarlo. Man mano che l'età del malato avanza, ha sempre meno senso impegnarsi. Economicamente è una lotta dispendiosa, magari per allungare la vita di poco. Il corpo è sempre meno alleato del medico e delle sue cure, non reagisce più ai farmaci, non si aiuta. Anche il corpo, ad un certo punto, giunge a fine programma, la sua missione è esaurita ed è ora di abbassare le armi e tornare alla terra.
I medici storcono il naso, cominciano a dirti che il tuo vecchio è vecchio e bisogna farsene una ragione. L'ambulanza arriva, ma se le condizioni sembrano estreme, gli alieni arancioni con scafandro che ne escono, nemmeno se lo caricano in barella e chiedono prima l'intervento dell'auto medica per avere istruzioni. Pare ci siano delle direttive regionali ferree in casi del genere (vecchiaia avanzata credo) e potrebbero anche venir fuori grane se il pacco si rompe del tutto durante il trasporto. Qui siamo in Lombardia (la miglior sanità d'Italia ... dicono) ma allora gli altri come stanno?
Ma dai che ce la fai. Finalmente il vecchio arriva in ospedale, ti guardano tra la compassione e il ghigno dubbioso di chi sospetta che ti vuoi liberare del genitore. Ti dicono che devi avvertire la moglie (non la chiamano "tua madre") che ci sono reali possibilità che non ce la faccia. Trafficano, fanno, aspettano. La Tachipirina fa miracoli contro la febbre. Niente febbre niente ospedale. La missione dell'ospedale è finita, a meno di gravi insufficienze respiratorie o cardiache e anche lì, comunque, il consiglio è di contattare le RSA della zona per mettersi in lista. Un ospedale non è un ospizio, non possono tenertelo li con quel che costa un'assistenza ospedaliera e coi pochi posti disponibili. Non puoi nemmeno dargli torto. Per una risonanza certe volte aspetti un anno, per una operazioncina sono in lista da 5 mesi. Il pacco va dimesso nel più breve tempo possibile e indirizzato verso un centro riabilitativo (quasi sempre è un reparto, un anticamera, una sala d'attesa di una casa di riposo). Ti rendi conto che la differenza è di diverso peso della professionalita. Se prima stavi male qui stai peggio. Si passa da 2 medici, 4 infermieri,  4 ausiliari, a un medico a ore, 1 infermiere a ore e 3 ausiliari fissi per liberare l'area dal fango che qui dilaga.

dalla parte del vecchio. Badante o RSA?

Sono nel problema da due anni ormai. Pensi che certe cose a te non succederanno mai. Un giorno hai dei genitori amici, compagnoni, utili, e il giorno dopo diventano insopportabili non autosufficienti. Uno pensa che le cose diventeranno così un po' alla volta, invece no. La vecchiaia avanza a gradoni, un giorno cammini e il giorno dopo sei in carrozzina. Prima è un dolore, poi arriva la rabbia, e anche l'odio fa la sua parte ad un certo punto. Senti che non solo la loro vita se ne sta andando, ma anche la tua nel seguirli ogni giorno. I ruoli si invertono si diventa genitori dei propri genitori, non proprio, ma quasi, e certamente non con lo stesso entusiasmo. Vivi una vicenda che non hai cercato e nella quale non vedi un gran futuro, lo sanno e se ne accorgono tutti, compresi i medici. Una bella stroncata e se ti va bene una lieve ripresa prossima all'autosufficienza, devi solo dare una mano, e a poco a poco quella mano ti rendi conto che non la puoi più far mancare, quella mano diventa prima comoda, poi necessaria e appena dopo anche dovuta.
Ho visto tanti vecchi e ho seguito tanti feretri. Per qualcuno ho pianto, ero diventato amico ci si vedeva tutti i giorni, più che con i figli.
Il corpo cura se stesso se la testa non pensa troppo ad ammalarsi. I vecchi non vogliono badanti in casa loro, è una violazione  alla propria privacy e anche al proprio corpo. Quando però i vecchi sono all'ospizio non fanno altro che chiedersi: "Che ci faccio io qui? Loro non hanno bisogno di me e io non ho bisogno di loro, non c'è tornaconto a questo vivere".
Sono pochissimi quelli che accettano l'ospizio serenamente. E' soprattutto gente che ha sempre fatto molto per tutti e non si è mai aspettata nulla per se stessa. Una badante è una loro serva, è nella loro casa, ma un ospizio è una prigione anonima (con ergastolo a vita) dalla quale si esce solo morti.
Il mio vecchio non esce mai di casa, ma è come le lucertole, appena arriva un pò di sole esce dal cancello. Bastano pochi passi fuori ed è come bigiare la scuola o fuggire da Alcatraz. Sono botte di vita possibili solo a chi è a casa e ha una badante distratta.

lunedì 20 settembre 2010

badante fa rima con usurante

La badante apparentemente non ha commesso alcun reato, ma è una carcerata stipendiata. Ha la sua ora d'aria (due ore al giorno) e poi torna in cella. Come lavoro non è nemmeno un gran che. Si lava, si stira, si fa da mangiare, si fa la polvere e i pavimenti ... e questo è già un lavoro, anche se questo è solo il contorno del lavoro vero. Badare vuol dire tenere d'occhio una persona, farle un po' da tutore, curandone i suoi bisogni reali. I vecchi si inventano un sacco di esigenze accessorie.
I vecchi sono vecchi sotto tutti gli aspetti. Ritengono si debba a loro un congruo licenziamento per abbandonare la vita, nelle RSA questo lo sanno benissimo ed agevolano, del resto per quelli che ci lavorano ovviamente è prima di tutto un lavoro.
Un vecchio è già un vecchio per tutti (primo fra tutti i medici che te lo spiegano) e per questo il vecchio sta all'erta. Un vecchio sa di essere un peso ma non ci sta a mollare senza oscar alla carriera. Il mondo gli è dovuto. Un vecchio pretende servigi e dedizione da chiunque gli stia attorno come l'annegante annaspa alla ricerca di una mano da tirare sott'acqua per risalire in superficie verso la vita incurante della sorte del suo salvatore.
La badante deve in continuazione salvare il vecchio. Se lo molla perde il lavoro, se resiste prima o poi sclera.
Questo umanamente va tenuto in giusto conto alla fine del mese quando si paga.

lunedì 7 giugno 2010

Assumiamo ... che è ora.

Si assumiamo. Ma chi, a che prezzo, da chi e a chi lo diciamo poi?
Facciamo le cose in regola, abbiamo già fatto la nostra scelta, abbiamo visto persone distratte, pretestuose, presuntuose. Abbiamo visto schiavi e sergenti dei Marines. Abbiamo visto raccoglitori di pomodori pieni di buona volontà e badanti esperte ben usurate. Questo lavoro è logorante. Un vecchio, è quasi come un bambino, ma è peggio, conosce tutti i trucchi per fregarti, sa quando frignare e quando esigere. Niente da garanzie se non una prova e poi forse nemmeno quella basta. Ogni giorno c'è un passo verso l'integrazione familiare, più c'è confidenza e più il confine tra lavorante e familiare si stempera, può essere un bene può essere un male ad ogni testa c'è una croce e non parlo solo di medaglie dritte o rovesciate. L'integrazione è una continua lotta per prendere e mediare posizioni, non è detto che vinca la famiglia, o il vecchio, o la badante ... certe volte vincono solo le tasse.
Vai ai sindacati per capire, ma ognuno sa e recita la sua parte per far giusto tutto, dovresti saper tutto, ma ti manca sempre un'informazione.
Prima di assumere è bene sapere tutto o quasi, poi si passerà alle carte.
Ovvio!!!
Inutile cercarsi grane, meglio assumere una persona comunitaria (non necessita di permesso di soggiorno).
Va bene anche un'extracomunitaria in regola con il permesso di soggiorno.
Se proprio se ne vuole una clandestina, meglio dirgli di tornarsene a casa e poi la si fa arrivare in Italia con il contratto di lavoro già in essere.
... altrimenti diventa una ricerca di sanatorie e di condoni, anche se prima di quel giorno non la si conosceva nemmeno.

lunedì 29 marzo 2010

Punto di non ritorno.

Lo diceva il sig. Calindri e lo ha ripetuto Elio e le sue storie tese per quelli del carciofo, la vita moderna ha come accessorio "lo stress". Tu non sai com'è, tu non sai perchè, ma lui c'è e più te lo senti addosso e più pesa. Se lavorare è uno stress e lo è andare, stare e tornare dal mare, figuriamoci seguire un anziano. Abbiamo già ampiamente valutato la possibilità di sopprimerlo, ma è rischiosissimo e sconsigliabile. Non si è professionisti, ti beccano subito, e in cella potrebbe esserci un retrogusto di rimorso. Ci si può fare una crociera assieme ... e una notte ... sul ponte ... una buccia di banana ... cosa vuoi che sia, scivolare è un attimo. Non se ne accorgerebbe nessuno fino allo sbarco. Sulle navi da crociera ogni tanto sparisce qualcuno, le sviste sono facili. Non trovano i corpi quando cade un aereo e affiorano rottami, vuoi che ne trovino uno quando orche e squali ti danno una mano? Sta di fatto che ad un certo punto la resilienza fisica è al limite. Una volta si stava tutti nella stessa casa, si viveva tutti la stessa storia, ma adesso ognuno vive una vita propria, anche i figli che bigiano il doposcuola, non si sa dove finiscano a fare i loro riti di iniziazione alla maggiore età. Il vecchio, da qualche parte, poniamo lo si accetti di mettere. Poniamo si sia così scellerati da tenerlo in casa sua e poniamo che si scelga la strada maestra (che tanto maestra non è) di mettergli una badante per logorarlo ai fianchi.
Vabbè, è deciso, i conti sono inutili (non giustificheranno mai questa scelta) è una scelta di vita. Si, perchè quando uno crede di assumersi un aiuto, si assume un male capitale. La badante ha diritto assurdamente a ore, giorni e settimane di:
Permessi (40 ore all'anno per riqualificarsi) (ma in cosa si riqualifica a cambiare meglio pannoloni pieni o a non sentire puzza?)
Ferie (26 o giù di lì) e può mettere i giorni assieme di due anni, così ti pianta Luglio e Agosto a casa col tuo vecchio e si sa che in estate le cose marciscono più in fretta. Un fetore indescrivibile se non cambi ogni volta il pargolo.
Malattia (assurdo, anzi assurdissimo). La badante può ammalarsi. Durante la malattia può stare a casa tua (o sua) così gli devi fare anche da infermiere e può starci fino ad un massimo (mi pare, in base all'anzianità di lavoro), di giorni 180 con il posto di lavoro salvaguardato. Non è finita. Chi paga la malattia??? Il datore di lavoro, ovvio ... altrimenti tutti farebbero i furbi e la farebbero lavorare da ammalata a spese dello stato.  Quindi i primi tre giorni prenderebbe a casa tua mezza paga vitto e alloggio garantito, poi paga piena fino ad un massimo di una decina di giorni (dipende sempre dall'anzianità di lavoro). Poi fortunatamente la badante non prende più nulla e se ha i figli che muoiono di fame in Ucraina si arrangi. Tante tutte sanno recitare una tragedia e fanno breccia nei cuori deboli e si fanno pagare per intero anche il resto della malattia. La badante è schiava ma non è stupida, quindi si ammala al rientro delle ferie e sta solitamente a casa sua (manda i giorni dalla Costa d'Avorio) altri 8 (minimo) giorni pagati in malattia.
Restano le Domeniche il santo patrono e tutte le feste comandate (Pasqua, Natale ecc. inutile prenderla buddista o mussulmana devi attenerti alle sue feste, devi pagargli le tue se cadono in Domenica).
Cercarla decente è come sperare di vincere un 6+1 al Superenalotto. Nessuno garantisce nulla. Peggio che peggio le agenzie preposte. Si dichiarano tutte disponibilissime, caritatevoli, capacità comprovata. Se ti va bene, ne trovi una che non ha finito il corso del Marchese De Sade ... e ti va ancora di lusso.
La mia scelta l'ho fatta su un giornale di annunci gratuiti. Tutto quello che ho trovato con le organizzazioni caritatevoli o di settore era peggio. Ne ho vista una che per il primo colloquio mi ha detto: "Sediamoci al ristorante (pieno centro) così parliamo meglio. Poi ne ho viste alcune che minimo avevano appena combattuto un incontro di wrestling multimarche. Gente che contavano balle incredibili, altre che per meno di 1400 euro non si muovevano e una che me ne ha chiesti 400 (100 a settimana) perchè non avendo casa propria volevano il compenso domenicale.