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venerdì 5 giugno 2015

Quando la badante è tentacolare

Sono anni ormai, che ho a che fare, nel bene e nel male, con delle persone che si propongono come assistenti familiari. Capita, che ... più la famiglia tratta bene e viene incontro alle esigenze della badante che ha assunto e più quest'ultima chieda e continui a chiedere di tutto. Vale il detto "dai un dito e ti prendono il braccio ... e anche la testa, e il cuore, e il portafogli". Ho visto anche badanti piangere, raccontando dei figli lontani, e dei problemi che ne vengono. Purtroppo non si può mandare l'anziano o anche solo la busta paga (oltre alla badante) al paese di provenienza della persona che autonomamente senza costrizioni (si spera), ha deciso di partire dal proprio paese per venire in Italia a cercare "fortuna". Capita che la badante assunta apparentemente e inizialmente mite, diventi un polipo che allunga i suoi tentacoli sull'anziano mettendo in cattiva luce tutti gli altri frequentatori della casa. Capita che la badante poco seguita, diventi padrona di casa e confonda il lavoro di badante lavorante ospite, con la proprietà della casa d'altri, connesse tutte le cose che ci sono dentro. Capita che la badante si abitui (e gli venga naturale) a portare a casa i detersivi o quello che c'è nel frigorifero, la Domenica, quando va in libertà dove più gli pare. Purtroppo capita. Per questo è meglio mettere in chiaro le posizioni di ognuno, e il "lei" o il "tu" contano poco a mantenere le giuste distanze se non c'è chiarezza su questo sin dall'inizio.

venerdì 29 maggio 2015

Il badante uomo

L'idea del badante uomo non è tutta da scartare. La figura dell'uomo infermiere esiste, come c'è l'uomo cuoco, quello lavapiatti e quello che fa pulizie. Un uomo che lavora per una donna anziana potrebbe essere di difficile gestione, mentre sarebbe più semplice quando l'anziano è uomo. Un uomo in casa (ma anche una donna) non può mai restare una figura solo professionale e spesso si finisce col considerare, erroneamente, la badante (o il badante) come persona di famiglia. La compagnia di una donna per una donna e di un uomo per un uomo saranno sempre meglio "digerite". Secondo me la donna è più versatile soprattutto quando gli anziani sono due (marito e moglie), mentre un uomo può andare meglio quando l'anziano (uomo) è da solo. Vanno sempre fatti tutti i controlli e le verifiche sul chi ci si mette in casa, in nostra assenza, con un genitore debole e indifeso. A proposito, il lavoro di badante è pagato ad ore e non conta quante persone si devono seguire. Ovviamente più persone ci sono e più ore da lavorare (e da pagare) ci saranno.

giovedì 28 maggio 2015

Chi è la badante?

Dopo tanto tempo potevo ripresentarmi con qualcosa di meglio, o almeno di più nitido, più lucido. Non so per chi eventualmente legge qui, ma per sapere cos'è una badante non serve una bella o brutta immagine, basta un'immagine. Siamo seri. La badante è una lavoratrice come tante altre, con qualche esigenza in più. Una badante parte dal suo paese, dalla sua famiglia, dal suo mondo, per arrivare qui in un mondo ostile o almeno non amico (ma sono affari suoi, doveva pensarci bene prima di partire). La prima necessità è avere un posto dove dormire (possibilmente gratis). La seconda necessità da soddisfare è il cibo. Una fontanella per bere la si può rimediare ma per il cibo diventa tutto più complicato. Se è venuta sin qui in Italia non è certo per fare beneficenza, ma per portare a casa denaro e non certo regalini o belle parole.
Quando si assume non lo si deve fare per far del bene e non si deve dare più del dovuto perchè comunque nessuna persona sarà riconoscente, nella migliore delle ipotessi non vi farà causa a fine rapporto. Quando si assume è bene ricordare che si assume un/a dipendente. Il vostro datore di lavoro vi fa regalini? Vi da mance? Perchè dovreste darne voi alla vostra badante dipendente?
Ovviamente, se per soddisfare le prime necessità: Tetto, Fritto, Usufrutto, Reddito ... non c'è alternativa valida al fare la badante, si può anche provare questo lavoro cercando di raccogliere il maggior profitto possibile. Tanto si tratta solo di fare la casalinga in casa d'altri.

sabato 16 novembre 2013

la badante al pronto soccorso

Non intendo quando la badante, non in regola, va al pronto soccorso perchè non ha la tessera sanitaria, e quindi non ha un suo medico di base. Intendo quando l'anziano è accompagnato al pronto soccorso dalla badante che si occupa di lui. Andare al pronto soccorso mandati da un'ospizio si ha il vantaggio della raccomandazione. Raccomandazione? Si in pratica è come se un altro medico (quello dell'ospizio) raccomandasse il paziente sofferente alla centrale guasti. Se però un anziano è accompagnato dalla badante, arriva in ospedale come persona lasciata in balia di un'estranea (la badante) dalla solita famiglia menefreghista. Minimo (per le esperienze che ho avuto) perde un grado di urgenza. Si insomma, può aspettare. Poi c'è l'handicap che è anziano, e minimo acquisisce qualche anno in più mentre è li sul lettino in accettazione, ragion per cui, non ci si può aspettare un trattamento di favore. Questi medici bisogna anche capirli, se hanno posto per uno e gli capita uno di 20 anni e uno di 90, è ovvio diano preferenza a quello di 20 per maggior aspettativa di vita. E' giusto, è ovvio, ma se quello di 90 è tuo parente, la cosa ti "disturba". Mio padre va in ospedale 4 volte in 3 giorni, con l'ambulanza e sempre me lo rimandano a casa in situazione "normalizzata". Loro immaginano che io (tutti) mi (ci si) voglia disfare del mio (proprio) vecchio. Tante volte è veramente così, lo so, è così nella maggior parte dei casi che ho conosciuto direttamente, ma non è sempre così. Al secondo arrivo in ospedale, chiedono persino una consulenza ad un cardiologo. Mio padre ha 210 di massima (pressione) e quello (il cardiologo primo pelo) gli da 8 milligrammi/giorno di Cardura (un farmaco che si dosa pian piano, un milligrammo la settimana e si arriva in pazienti forti e giovani a 4 milligrammi giorno). Ne ho la convinzione, il medico certe volte ha licenza di uccidere e delle volte per farlo si fa firmare una liberatoria. Tu, uomo della strada, non sei libero di farlo, non puoi andare in farmacia a prenderti un antibiotico o un cortisonico, hai bisogno della prescrizione del medico dopo averlo autorizzato a scrivertela. Mio padre non sta in piedi è a 105 di pressione, e in pronto soccorso pretendono di mandarmi a casa con una pastiglia di Cardura da 2 milligrammi da prendere di lì a due ore. Un altro cardiologo aveva rivisto la dose al ribasso, ma mio padre è lì in osservazione da 20 ore e le condizioni sono di nuovo cambiate, la pressione non si stabilizza, resta molto bassa . M'incazzo, mi danno la colpa di avergli dato una bustina di Movicol (è classificato come lassativo, ma serve solo a movimentare le feci nel colon). Il farmaco non produce effetti, ma mi dicono che è quello che fa perdere liquidi e fa scendere la pressione (non gli 8 di Cardura). Io sono un "ragazzo" bonaccione ma ho le mie incazzature come tutti, e quello non è un giorno per pacifisti. Il medico di turno è anch'esso di primo pelo e gli faccio un casino, così mi ricovera il babbo in medicina (cioè in prestito a nefrologia perchè in medicina non hanno letti).
Il medico di guardia mi aveva parlato con qualche perplessità della cardiologia e meglio aveva fatto invece del reparto di medicina. La fortuna è dalla mia, capito nelle mani di uno che tiene anche conferenze, uno specialista della pressione. Intanto io sono in giro, cercando di trovare qualcuno che si convinca a dargli una purga (una purga a mio padre non allo specialista della pressione). Avanti e indietro con l'ambulanza, mio padre non ha avuto tempo di produrre il solito quantitativo. Lo specialista toglie tutti i farmaci e mio padre fa il primo infarto della sua vita. Questi medici li devi sempre tallonare, una badante avrebbe pari fiato e voglia? L'infarto lo avrebbe fatto lo stesso, ma almeno un dubbio, allo specialista, poteva venire. Lo ricoverano in cardiologia. Comincia l'Odissea e il mio Ulisse incontrerà Polifemo, la maga Circe, le sirene (quelle di altre ambulanze) ... da quel momento non ci faremo mancare nulla.

lunedì 21 ottobre 2013

badante cerca lavoro


Sei una badante? Che lavoro cerchi? A ore, giorno, notte, in ospedale, 24 su 24 ore, convivente? Dove? Sei disposta a trasferirti e dove eventualmente? Preferisci lavorare in una zona in particolare? Come ti proponi? Molte persone cercano lavoro ma dire questo non basta, cosa si offre in cambio, che professionalità, quali competenze? Con auto? In cucina e con la lingua come te la cavi? Hai referenze? Esperienze con anziani con patologie particolari? parli e leggi bene l'italiano. Al telefono come te la cavi? Sapresti dare le giuste indicazioni agli operatori del servizio 118 (pronto soccorso medico), sai leggere una ricetta? Conosci i farmaci più comuni? Che assistenza sai dare? sai misurare la pressione la saturazione dell'ossigeno nel sangue, la glicemia ecc.?
Descriviti meglio che riesci e buon lavoro a tutte.

(qui sotto ho radunato dei primi annunci, che erano prima in una pagina dedicata che bloccava però l'elenco degli ultimi commenti e che quindi ho eliminato).

Cerco badante

se cerchi una badante prova a descrivere qui quello che vorresti trovare ... buona fortuna. Non sempre quello che pare è. Non sempre una famiglia è quello che dice di essere a una badante, e ... non sempre una badante è quello che crede di essere. Col tempo i rapporti fra famiglia e badante possono deteriorarsi come delle volte succede in un matrimonio. Certe volte, anzi quasi sempre la condizione fisica di un assistito diventa più fragile, più impegnativa e delle volte ad una persona da assistere si aggiunge anche il coniuge o qualche figlio. 
(ricopio qui sotto degli annunci che erano stati messi in una pagina del blog che non funzionava nel modo corretto e che quindi ho eliminato).

giovedì 30 maggio 2013

Cos'è una badante convivente

Quando cominciai anni fa questo blog, pensai di fare una cosa che potesse essere utile soprattutto a me (per ricordarmi le cose, come le avevo fatte, per non ripetere più certi errori e per far passare un po' il tempo,  quando stavo con mio padre e lui dormiva). Di solito, l'idea di avere un aiuto in casa si continua a rimandare. Non si è mai abituati ad avere persone non della famiglia in casa, e spesso anche i parenti non sono ben accetti. Ahhh!!! I parenti sempre a criticare e mai a dare una mano ... si fin dei conti, è meglio avere dei parenti criticoni che parenti pronti a darti una mano, perchè poi ti diventano indispensabili e questo non è proprio un bene ... secondo me. Quando un genitore ha un problema serio e non è più autosufficiente, l'ospedale, il medico, l'assistente sociale, i parenti, i vicini, ecc. si "attivano" perchè la parte debole (l'anziano genitore) sia, a loro modo di vedere, tutelata. Prospettano l'ospizio, una badante ecc.
Ecco, appunto, ma cos'è una badante, una badante che col tuo genitore ci stia notte e giorno? Perchè quando uno non è più autosufficiente, se non lo è di giorno men che meno lo è di notte. La badante (adesso assistente familiare), è una persona che una volta assunta, si mette al servizio della parte debole della famiglia (l'anziano genitore, o il fratello paralizzato, o la moglie inferma, o il figlio ammalato). Mettersi a servizio forse non è un termine che piace, ma è serva (che non è schiava), cioè serve alla parte debole per ritornare ad essere quasi come ai bei tempi di buona autonomia. Si dice servofreno, servosterzo, parlando di automobili, cioè la parte forte e serva, ci mette quella forza necessaria affinchè si freni e si sterzi pur essendo deboli.
Il lavoro della badante convivente, non è stato inventato per le donne straniere. Non è stato inventato dallo stato italiano, ma è diventata una esigenza di molte famiglie, di chi ha un lavoro e poco tempo a disposizione, una propria famiglia lontana e non può o non vuole occuparsi direttamente dei propri genitori, ma non li vuole comunque mandare all'ospizio. Vivere gli ultimi anni della propria vita in mezzo alle proprie cose, ai propri ricordi aiuta a vivere meglio ma soprattutto a vivere ancora.
Chi è la badante convivente? E' una persona che ... accetta di fare questo lavoro per amore (rarissimo), per piacere (impossibile), per avere un lavoro e un reddito (ovvio), per avere anche un tetto, un letto, un pasto e le bollette pagate (capita, anzi è diventata la consuetudine). Ci sono poi sicuramente tante altre motivazioni che troverò forse fra i commenti ma che io non conosco direttamente.
Quindi questo lavoro, non copre l'esigenza di una persona che non ha casa, che magari arriva dall'estero, e per la quale lo stato italiano si fa garante di trovargli una sistemazione, ma è un lavoro abbastanza richiesto a condizioni non sempre piacevoli.
Fare la badante convivente vuol dire, in Italia, per contratto, firmato dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, fare 10 ore di lavoro non continuative (per esempio 5 ore il mattino e 5 ore il pomeriggio), con due ore in mezzo di pausa. Sempre per contratto, vuol dire essere presenti in casa tutto il resto del tempo, essere in casa 22 ore comunque consecutive, delle quali 10 di lavoro e 12 di riposo. Lo so che non è vita, che non è facile. Poi arriva la mezza giornata libera il Sabato o il Giovedì (12 ore fuori casa) e poi ci sono le 24 ore libere della Domenica, ma le altre sono di "prigionia" psicologica, a contatto con persone, che in quanto ammalate o anziane, non hanno troppo tempo per pensare ai problemi degli altri e sembrano (e forse lo sono anche definitivamente diventate) egoiste.
Lo so che, anche se non si lavorano, quelle 10 ore sono sempre comunque stressanti, bloccati lì, mentre fuori il tempo passa e passano anche gli anni.
Quelle ore, quegli anni, sono stressanti anche per la maggior parte delle persone che hanno una badante. Gente che cerca di tenersi il lavoro per non perdere la pensione e che gira tutto il proprio stipendio alla badante, perchè magari la pensione dell'anziano genitore se ne va in affitto, spese condominiali, alimenti, luce gas (ooohhhh! quando si spende di gas per tenere al caldo un anziano). Gente che da anni non va più in ferie (personalmente non ci vado più dal '99 ... sembra un secolo). Gente che non può mai andare ad una festa di paese perchè tutte le Domeniche, tutti i Sabati, tutte le feste di stato laico e di chiesa religiosa si è di turno, e lo si è anche quel mese all'anno che si potrebbe riposare e invece non si può più.
E solo difficile, tutto per tutti, non c'è razzismo, volontà di sfruttamento ecc. è solo (troppo spesso) la solita guerra fra poveri. La solita guerra dove ognuno, può (quando non ne può più ed è allo stremo) andare in pace e mollare tutto, sia egli l'anziano debole, il figlio obbligato, o la badanti convivente.

lunedì 3 gennaio 2011

La stanza della badante

Quando si assume una badante convivente, è necessario preparargli una stanza in cui possa trovare pace e riposo, se non proprio tranquillità. La stanza, pian piano diventa un po' anche parte della persona e diventa più casa della vera casa, anche se non potrà mai sostituirsi ad essa. La vera casa è sempre la casa vera della badante, ma anche questa stanza diventa un'appendice della casa della badante, un protettorato, un ambasciata in terra straniera. Alla fine del lavoro (per licenziamento, dimissioni, per qualsiasi ragione, o per decesso dell'assistito) diventa sempre un po' abbandonare li un pezzo della propria vita, i propri sforzi, la propria prigionia, le poche gioie e le tante rabbie. Quella stanza, grande o piccola resta sempre un po' nel sangue, oltre che nei ricordi della vita. Quella stanza va lasciata libera entro il periodo di preavviso, 15, massimo 30 giorni. Se la badante ha una casa sua non è un grande problema, ma se non c'è casa e la badante è sola, è extracomunitaria, quella stanza può anche diventare l'unico rifugio possibile, in attesa di un nuovo lavoro che non sempre c'è o la sala d'attesa del rinnovo del permesso di soggiorno, e allora che fare?

sabato 1 gennaio 2011

io badante e datore di lavoro

Lo so lo so, l'anno nuovo è arrivato. L'ho sentito dai botti propiziatori o scaccia maledizioni. Chissà perchè si fanno tutti gli anni i botti? E lo sappiamo che anche l'anno prossimo li faremo, per scacciare un 2011 non proprio al massimo e per propiziarci i favori del 2012. A proposito, dicono che nel 2012 ci sarà la fine del mondo. Ho ancora un anno abbondate da remare controvento, poi si vedrà.
Già! Chi decide di tenersi il proprio vecchio in casa, decide anche di remare controvento ... Senz'olio controvento ... scrisse la Montalcini. Occorre affrontare i marosi della tempesta a viso aperto, senza illudersi di calmarli, versandovi olio per lattughino gentile . Occorre resistere, ferie, feste e malattie.
Questo è un lavoro duro, dove si risponde direttamente al proprio vecchio vittima e carnefice.
E' dura, ma alla lunga l'abitudine livella tutto, anzi consuma come il vento e l'acqua riducono in piane anche le montagne più forti. La badante, le sue belle feste, almeno se le fa a casa, ma io sono qui, sempre a sistemare tutte le falle (piccole e grandi di una settimana ). Il lavoro di badante è usurante, chi la sostituisce tutte le feste comandate, non soffre meno, anzi alla lunga è più debilitato.
Cercherò di avere più forza e più braccia, il vento non cala, ma io cercherò di resistergli come faccio da più di due anni.
2011, siediti qui e dimmi che intenzioni hai, sei ancora piccolo, ma a quest'ora da qualche parte hai già combinato i tuoi guai. Beata gioventù, l'inesperienza lascia sempre il conto agli altri da pagare.
Spero solo che qualcuno pensi a corsi seri per badanti. Sapere rianimare è importante, ma insegnare a una badante a fare una rianimazione di un vecchio bocca a bocca manca di senso pratico, non lo farà mai, fa schifo. Poco aiuterà anche saper rilevare la pressione o la glicemia. Queste cose non hanno bisogno di strumenti, si imparano a valutare ad occhio e poi si chiama il medico. Ci sono cose che andrebbero imparate prima. Primo la pelle, e le piaghe da decubito, o le infezioni, e gli arrossamenti. Le posture, come alzare un vecchio, cosa dargli da mangiare, perchè anche mangiare, è un lavoro a certe età. Siamo pratici, le badanti possono imparare solo da una buona badante, un artigiana della cura della persona. Un medico o un infermiera non bastano, anzi, non è proprio il loro lavoro, non lo sanno fare e non lo sanno insegnare anche se te li ritrovi sempre a fare corsi.
P.S.
Sarà un anno tirato, lo sento.
Questo sarà l'anno della "Pazienza" ... la pazienza che gli altri dovranno avere con me.
Ogni dieci anni mi piacerebbe pretenderne uno mio alla vita, un anno sabbatico, lo so che nemmeno la Befana me lo porterà e questa mattina è già stata dura, ma la vita me lo deve.


sabato 25 dicembre 2010

La badante fa il regalo all'assistito

Robe da vergognarsi. La badante mussulmana ha regalato un cesto natalizio a mio padre, un cesto grande quanto la lavatrice. Gli avevo regalato anch'io una scatola con il panettone e lo spumante, ma una scatola di quelle in offerta al supermercato.
Quella è tutta matta. Penserà forse che lo stipendio doppio di Dicembre sia un regalo che faccio solo io?
Non è possibile. E' vero che è appena passata con sua sorella ... ed è un po' buio ... che abbia sbagliato casa? Si, dev'essere così di sicuro, me lo chiederà di ritorno. Quella doveva portarlo ad un'altra famiglia e ha sbagliato porta. In questo paese le porte si assomigliano tutte. Si però quella è venuta qui apposta dalla città per portarglielo ... possibile non mi abbia riconosciuto?
Un pacco esageratamente troppo grosso. Perchè? Fin dei conti io non faccio niente per lei...
E' come se un operaio della Fiat regalasse una bicicletta a Marchionne, non c'è senso.
...
Buon Natale ... anche se il pacco non può essere di mio padre,

mercoledì 1 dicembre 2010

badante, famiglia e trade union

Non so perchè, ma ancor più con la morte suicida di Monicelli, si rafforza in me l'inscindibilità di questa triade di soggetti.
Se guardo le parole più usate nei motori di ricerca, attorno al problema "assistenza agli anziani", trovo in testa :
1) vertenza sindacale
2 vertenza sindacale da badante in nero
3) quanto costa una badante
4) costa di più una badante o una casa di riposo
5) come licenziare una badante.

A) La maggior parte di chi ha il problema, cerca di risolverlo nel modo più economico possibile.
B) La maggior parte che lo fa, si trova impantanato in una vertenza sindacale.
C) La maggior parte si trova in mezzo al problema di colpo, senza sapere come scegliere, chi scegliere e come assumere.
D) Facendo di fretta e non avvezzi a fare assunzioni, molti si trovano in casa la persona sbagliata, non sanno gestirla, vogliono disfarsene prima possibile.
E) Pochi si pongono i problemi del vecchio (l'anziano non mangia, non vuole le medicine, non vuole la badante)

Monicelli si è buttato, e ai medici aveva confidato "mi sento solo, depresso e abbandonato", Monicelli non credeva nell'aldilà, se non sbaglio, anche il padre morì suicida.
Quando si è ammalati ci si sente soli. Lo so bene. Anche se si hanno attorno un sacco di persone. Il male è dentro di noi e nessuno può entrare nel nostro corpo a darci una mano. Siamo soli, noi e il nostro male che cerca di trattare la nostra resa. Da vecchi, si è un peso per tutti e sentirsi soli è d'obbligo. A questo punto, come non ci si dovrebbe deprimere?
Arriva lo Stato e gli specializzati a organizzare corsi, adesso tira molto quello per badanti.
In realtà il problema non sta lì.
Se noi pensiamo di campare e diventare abbastanza vecchi, dovremo arrenderci ad avere gli stessi problemi, quindi meglio fare qualcosa da subito, per metterci una pezza, prima che la demenza senile ci renda incapaci ad organizzarci sufficientemente.
Il problema in Italia, non sono le badanti più o meno qualificate  e non sono nemmeno le famiglie che per vari motivi vorrebbero tenersi in casa il proprio vecchio. Il vero problema è che manca un Trade Unions (il buon vecchio sindacato inglese di inizi 800). Manca colui/lei che fa da unione al commercio del lavoro.
Non parlo di un caporale, ma piuttosto di un capace tutore. Una persona che conosca i problemi dell'anziano, si renda presto conto delle esigenze della famiglia, e possa capire le necessità, le capacità e la volontà della lavoratrice di fare realmente la badante. Una figura specializzata ad assistere la famiglia nella scelta della badante e che a casa segua i primi approcci fra famiglia e badante per curare il passaggio di consegne. Una persona che segua l'innamoramento della famiglia con la nuova arrivata. La badante non deve fare il medico, deve solo dare una ragione di vita al vecchio, sorridere un po' e aiutarlo ad aiutarsi. Non va bene nemmeno fare tutto al posto dell'assistito. Non è un atto d'amore ma solo di schiavitù. L'assistito ha bisogno di qualcuno che torni ad insegnargli le cose che faceva da autosufficente. Occorre un corso? No grazie, occorre un tutore come per gli alberi giovani del giardino. Appena il rapporto finisce il rodaggio, il tutore se ne va, ma resta a disposizione. Costerebbe meno ai comuni, dei corsi foraggiati dalla regione, e otterrebbe più risultati per tutti, a partire dallo stato che avrebbe meno lavoro nero in giro.

sabato 13 novembre 2010

Il Sabato del villaggio (la badante va in vacanza)

La City è alle spalle. Un medico una volta mi disse "la vita esclude la morte ma accetta il prontosoccorso". Qui al villaggio, il prontosoccorso non c'è e si percepisce la morte. Le campane sanno ancora suonare a martello. Il cimitero è ancora lontano dal lazzaretto ed entrambi sono ben distanti dalle case. Sul muro di cinta della cooperativa, oggi c'è Eugenio (detto Geni) e (Cesira detta Zira) che lasciano un gran vuoto nei loro cari. Il funerale partirà dall'ospizio per la parrocchiale.
Chi si chiede se sia meglio la badante o l'RSA ci metta in conto Sabati, Domeniche, ferie e altre feste premarcate. Oggi sono di turno io. La badante ha bisogno anche di qualche Sabato mattino per andare a vedere un pò di mercato. Guadagnare e non spendere è come  riempire il frigorifero e non aver tempo di mangiare.
Lo so, è notte, ma la notte e mia, domattina non vorrò alzarmi, non vorrò il mattino. C'è pace solo di notte il giorno è dell'anziano assistito e il mio vecchio non mi darà tregua come sempre, avrà le sue esigenze seconde a nessuno. Lo capisco, non ha più tempo statistico per aspettare, non ne vede nemmeno ragione. Più si invecchia e più il valore tempo è inversamente proporzionale al valore denaro. Chissà se ci riconcilieremo mai del tutto noi due, forse non buttarlo in una RSA è l'unico modo per disporre di questo tempo. Poi non ci vedremo più.
Quando avrò finito con mio padre (per come sta andando) sarò pronto per l'ospizio io.

martedì 9 novembre 2010

badante! ... in inglese si scrive caregiver

ci sono un sacco di definizioni e tanta confusione e chi ne patisce prima di tutti è il nostro vecchio.
Quello che intendiamo noi per badante è la vecchia serva padronale. Lo so che adesso avrò tutte le badani a darmi addosso (tutte si fa per dire, però sono quasi sicuro che una mi legge, anche se saltuariamente), ma possiamo cercare di essere realisti. Lo so, lo so, loro (le badanti) sono assistenti famigliari, come le assistenti alla poltrona del dentista ... appunto, ma il dentista è un'altra cosa. Siamo un popolo di operosi (scioperi di Natale e Ferragosto a parte) e forse anche di operai, anzi di terzisti, forse emancipati impiegati ma non siamo sempre nobili.
Il nobile sa cos'è una serva, fondamentalmente (con aristocratico distacco) una che serve a fare il suo lavoro. Io sono parte di quei noi, che hanno avuto colleghi, magari subalterni, ma mai dipendenti. Un dipendente poi lavora con una macchina o con qualche cosa d'altro, può affezionarsi al marchio o meno, ma è sempre (anche se una risorsa umana da valorizzare ... come si legge nei depliants) un codice a barre più o meno determinante in un'azienda.
Con il proprio vecchio di mezzo, occorre prima il caregiver e poi la badante, il codice a barre è insufficiente.
Sono nato caregiver. Secondo me certi nascono così, autoprogrammati con un virus che li taglieggia di morale già da piccoli. Sono, siamo nati per autoimmolarci, credo sia una malattia, ne sono convinto e la cosa peggiora quando si è figli unici.
La badante, non è quella straniera (forse un po' aggressiva, certe volte disorientata che si vede subito non essere di qui) che viene a prendersi carico del nostro vecchio. No quella è illusione. La badante può solo essere un aiuto. Il/la caregiver è ben altra cosa.
In una scala di necessità per un vecchio metterei:
1) il vicino di casa (rompe, non si fa gli affari suoi ma da l'impressione di vigilare, è solo curiosità ma da un mite senso di sicurezza, sempre meglio che essere soli su un'isola deserta).
2) il telefono (senza comunicazione non c'è vita).
3) un animale (certe volte un vecchio non vuole nemmeno quello figurarsi una badante)
(un animale una pianta da accudire fanno sentire il vecchio utile).
Dietro a poco a poco deve materializzarsi la figura del caregiver.
Il caregiver è un predestinato. Senza che nemmeno lui se ne accorga, tutti fanno poco a poco riferimento a lui per tutto. Certe volte si immedesima talmente nella parte che sente le necessità, i dolori e le parole da dire prima del suo vecchio.
Tutto diventa automatico. Non c'è bisogno di parole, bastano impercettibili gesti. E tutto talmente ripetibile che diventa stressante, impossibile. Serve la badante, un aiuto alla poltrona ... appunto, ma il dentista lo deve fare uno della famiglia.

lunedì 18 ottobre 2010

badante o RSA?

Una scelta difficile, sofferta, respinta, obbligata. I medici possono anche arrivare a non assistere il malato che rifiuta le cure, ma danno mandato ai servizi sociali se ravvedono incuria dell'anziano. Sono stato anche minacciato da un endocrinologo, che poi si è dimostrato il peggior curante che ho visto. Una ostinata e perpetrata svista, durata 25 chili (tanti ne ha persi il mio vecchio in 5 mesi), che lo ha fortemente debilitato. Certi medici non sono buoni nemmeno per fare da manovale ad un muratore, però vestono alla moda e viaggiano su spider anche d'Inverno. Soprattutto e purtroppo, a volte, sono anche medici di competenza, specialisti prescrittori accreditati dal SSN. Un giovedì mattino ho inchiodato al muro una medica (la prima che ho incontrato, la notte non ci ho dormito, una folgorazione), non centrava nulla con quello che stava succedendo al mio vecchio, per questo più disponibile (o meglio, meno attrezzata a controbattere), mentre anche la caposala mi prendeva in giro. Analisi e la soluzione dietro l'angolo. Certi farmaci guariscono, certi altri ammazzano. Certi reparti, certi turni, assomigliano più a dei dopolavoro consociativi, che a veri posti di cura. Certi ci vanno solo per ostentare lo stetoscopio dal taschino di sinistra.
Un anziano, chi più chi meno, una leggera degenerazione senile del modo corretto di ragionare ce l'ha. Anzi non ce l'ha, la ragione lascia ampio spazio allo spirito di conservazione di se e dell'ambiente che circonda il proprio l'io. L'anziano capisce solo che gli altri lo mettono alle strette, e vogliono disfarsi di lui. Tutti sono nemici giurati, dai quali difendersi fino all'ultimo centesimo, fino all'ultima goccia di sangue. Tutti diventano ladri e invasori. Tutti diventano amici e nemici, tutto quanto fatto prima non basta a rassicurarli. Volano insulti per tutti, si creano aspettative e pretese nuove e impensabili di ora in ora. Gli amici di ieri sono possibili nemici di oggi o forse solo di questa mattina, chissà. C'è il valzer di nuovi alleati. Tutti contro tutti e contro tutto. E' dura, dura dura, pensavo meno, anzi, pensavo di non pensarci, o almeno come non pensarci.
E pensare che una sera sono anche dovuto andare a prendere un farmaco, perchè il reparto non ne teneva non essendo di sua competenza quella patologia, e il medico di base non ti fa ricette, perchè sei in ospedale, quindi se lo vuoi, è perchè vuoi rivendertelo di frodo in Svizzera a qualcuno.

domenica 10 ottobre 2010

Trovare la badante giusta

La difficoltà nel trovare la badante giusta è pari a quella di centrare un 6+1 al superenalotto.
La badante è un lavoro difficile. Curare persone che rappresentano solo un lavoro, nemmeno troppo pagato rispetto ad altri, senza prospettive di futuro, carriera, miglioramenti non da grossi stimoli per far bene. La cosa peggiore però, non è nemmeno il lavoro in se, quanto il logorio nel prestare anche solo presenza, sempre nello stesso posto. Non c'è possibilità di vere giornate di riposo (fatto salvo il Sabato pomeriggio e la Domenica), e di ore da dedicare a se o alla propria famiglia ne avanzano ben poche, quindi non può essere che un lavoro provvisorio in attesa di miglior sistemazione. La badante intanto trova, vitto, alloggio, stipendio e una controparte che non è strutturata per essere nè azienda nè datore di lavoro, il lavorato è un famigliare. Anche il migliore dei rapporti e le migliori intenzioni, finiscono per usurarsi o diventare logore in capo ad un anno. A me sta succedendo così. Ormai tutto è dovuto e l'aspettativa di vedere una prestazione di lavoro adeguata è sempre più bassa. Più sale la necessità di avere, se non proprio una badante (anche se pagata tale) almeno un aiuto, e meno risposta si ha nel tempo dalla quella che si ritiene adeguata controparte.
Pago per un livello CS convivente una persona che fa il lavoro di una colf e se ne frega di tutto. Capirà la lingua, non capirà, fingerà? Non so, non lo so più. Non capisco più. Lo stipendio è netto, pago io persino le tasse, il costo dei viaggi settimanali da casa al lavoro e una integrazione forfettaria per le sue spese settimanali personali. Se mi dimentico di qualcosa di casa mia, quel giorno ci troviamo a far senza, a stare al freddo, a non avere il telefono (la cosa importante per la badante è avere l'ADSL e il un computer libero così può navigare in internet. Se manca un pannolone o altre cose utili al badato, pazienza, facciamo senza tanto chi se ne frega. Teniamo conto che da sempre ho la presunzione di averne trovata una delle migliori fra quelle viste, figurarsi le altre.
Poi ci sono le peggiori quelle che hanno le malattie programmate o appena arrivano vanno in aspettativa e hanno un figlio. Poi tocca rimboccarsi le maniche e fare da badante al proprio vecchio e alla badante.
Noi in Italia siamo garantisti e tutti ci guadagnano, sindacati in prima fila. Se possono una vertenza per qualcosa la trovano, altrimenti insegnano alla badante come costruirsela.

venerdì 8 ottobre 2010

Le memorie dell'anziano

I luoghi, i colori, forse anche gli odori. Ogni cosa ricorda il niente e il tutto. Cambiare l'arredo e i colori della stanza, cambiare il colore dei vestiti non aiuta quella leggera confusione che fa opaca l'antica lucidezza della mente. Moglie, buoi e badante dei paesi tuoi è una buona regola, ma se proprio non si può non è forse il periodo migliore per le novità in cucina. Talvolta si cerca di fare mezzo e mezzo. Al mio vecchio piacevano i tortelli alla zucca con grana, non è proprio la stessa cosa, ma adesso ha provato il cuscus alla zucca e pomodori. La badante non sempre è pronta a trattare un vecchio forestiero (per lei). Come sarebbe bello se la badante pensasse al suo vero lavoro, come ad una missione. Badare all'anziano che ha in custodia, per permettergli di condurre la vita che lui avrebbe continuato, se fosse riuscito ad essere autosufficiente in eterno.
La badante non sempre è preparata a fare l'assistente famigliare, gli è più facile fare la colf (cioè la collaboratrice in casa). Aiutare chi poi deve badare. Una badante invece dovrebbe riuscire ad essere autonoma, anche se non sempre le situazioni favoriscono questa versione del lavoro. Sempre meglio scegliere una badante con qualche anno di esperienza. Il passaparola è la miglior garanzia in lavori del genere. Va fatta attenzione però. Ho mandato la badante ad un corso per capire e far meglio il suo lavoro. Il corso era gratuito. Una collaborazione tra regione, enti religiosi e istituzioni "parareligiose". Lei era l'unica mussulmana. Lei era forse anche l'unica che aveva già un lavoro. Orrore! Gli hanno insegnato a non dire proprio tutto sulla sua non professionalità, ed è tornata molto sindacalizzata. E pensare che io mi aspettavo a fine corso una quasi infermiera. Noi italiani, così umanitari e sempre pronti a martellarci le dita, dopo averlo fatto con tutto il resto.

lunedì 4 ottobre 2010

il vecchio non vuole la badante

la vecchia men che meno.
B (sta per babbo) - Ma come? Ti dicono, in tutti i modi, di diffidare di tutti, il comune ti manda un volantino su come difendersi dai falsi uomini in divisa e vestiti bene, i carabiniere ti mandano tutti i trucchi per capire i casi sospetti e tu mi porti in casa un'estranea? Ma come ragioni. No! Noooo!!! Non se ne parla nemmeno. Nascondi subito tutto, che qui adesso rubano, è successo anche all'Armando. Tu vedi l'ora che io muoia per prenderti soldi e casa. Io sono autosufficiente e so badare benissimo a me stesso
S (sta per schiavo) - Non ce la fai babbo, devi avere almeno uno che ti dia una mano.
B - Appunto, e tu cosa ci stai a fare? Dovresti vergognarti a mettermi in casa la prima zingara che trovi con tutto quello che io ho fatto per te. Cosa credi di essere cresciuto da solo?
S - Ma abito lontano e poi il lavoro, la mia famiglia ...
B - Va bene, dirò al medico che non hai tempo per tuo padre.
S - Se tu tieni una persona che sta a casa poi arrivo io e ci diamo il cambio.
B - Sono arrivato a 90 anni da solo e adesso non mi spetta niente? No piuttosto vado all'ospizio.
S - Ma babbo dall'ospizio non esci più e poi ti ricordi come piangevi e ti arrabbiavi in ospedale?
B - E va bene, allora meglio morire, tanto io non mi aspetto più nulla della vita. Se non ti vergogni ad abbandonare tuo padre come un cane meglio morire subito.

mesi usuranti di discorsi del genere...
Bisogna prendere una decisione senza il vecchio, lui non mollerà mai. Bisogna metterlo di fronte al fatto compiuto.

domenica 3 ottobre 2010

dalla parte del vecchio. Badante o RSA?

Sono nel problema da due anni ormai. Pensi che certe cose a te non succederanno mai. Un giorno hai dei genitori amici, compagnoni, utili, e il giorno dopo diventano insopportabili non autosufficienti. Uno pensa che le cose diventeranno così un po' alla volta, invece no. La vecchiaia avanza a gradoni, un giorno cammini e il giorno dopo sei in carrozzina. Prima è un dolore, poi arriva la rabbia, e anche l'odio fa la sua parte ad un certo punto. Senti che non solo la loro vita se ne sta andando, ma anche la tua nel seguirli ogni giorno. I ruoli si invertono si diventa genitori dei propri genitori, non proprio, ma quasi, e certamente non con lo stesso entusiasmo. Vivi una vicenda che non hai cercato e nella quale non vedi un gran futuro, lo sanno e se ne accorgono tutti, compresi i medici. Una bella stroncata e se ti va bene una lieve ripresa prossima all'autosufficienza, devi solo dare una mano, e a poco a poco quella mano ti rendi conto che non la puoi più far mancare, quella mano diventa prima comoda, poi necessaria e appena dopo anche dovuta.
Ho visto tanti vecchi e ho seguito tanti feretri. Per qualcuno ho pianto, ero diventato amico ci si vedeva tutti i giorni, più che con i figli.
Il corpo cura se stesso se la testa non pensa troppo ad ammalarsi. I vecchi non vogliono badanti in casa loro, è una violazione  alla propria privacy e anche al proprio corpo. Quando però i vecchi sono all'ospizio non fanno altro che chiedersi: "Che ci faccio io qui? Loro non hanno bisogno di me e io non ho bisogno di loro, non c'è tornaconto a questo vivere".
Sono pochissimi quelli che accettano l'ospizio serenamente. E' soprattutto gente che ha sempre fatto molto per tutti e non si è mai aspettata nulla per se stessa. Una badante è una loro serva, è nella loro casa, ma un ospizio è una prigione anonima (con ergastolo a vita) dalla quale si esce solo morti.
Il mio vecchio non esce mai di casa, ma è come le lucertole, appena arriva un pò di sole esce dal cancello. Bastano pochi passi fuori ed è come bigiare la scuola o fuggire da Alcatraz. Sono botte di vita possibili solo a chi è a casa e ha una badante distratta.

venerdì 1 ottobre 2010

La busta paga resta in famiglia se la badante è un parente

Oggi, la badante che lavora dal mio vecchio, festeggia il suo primo anno di lavoro con noi. Viene da fuori Europa. Queste sono opportunità che poche italiane accettano e pensare che tante ragazze e ragazzi disoccupati, potrebbero trovare il loro primo stipendio in famiglia. Sono lavori che si fanno in casa e che non sono certo meglio, ma forse nemmeno troppo peggio dell'andare in fabbrica o finire alla cassa di un supermercato. La badante può benissimo essere una della famiglia, senza particolari requisiti dell'assistito. Può persino essere il coniuge che assiste alla sua metà del cielo, purchè l'altro/a (in questo caso) non sia autosufficiente o sia un/a documentato/a invalido/a. Bisogna comunque sempre fare un contratto regolare e pagare uno stipendio vero. Le sedi Inps dovrebbero anche sorvegliare perchè i contributi vengano veramente versati.
Per le badanti ci sono mille modi per fare la busta paga, perchè la busta paga non esiste. Si tratta di un rapporto con un datore di lavoro che è persona fisica che non può in alcun modo essere sostituto di imposta (cioè paga la sua parcella ma non si sostituisce allo stato per fare calcoli e trattenere contributi da versare poi a qualunque titolo). Si parla quindi solo di prospetto paga e non di busta paga, basterebbe anche solo una semplice ricevuta. Il pagamento è meglio farlo con assegno o bonifico bancario, tanto per pararsi davanti e dietro in caso di contestazione a fine rapporto.

mercoledì 29 settembre 2010

Badante - RSA (1 a 0). Golazzo di Casamia

Non si può scegliere tra una bicicletta e un frullatore, sono due cose troppo diverse, che nemmeno possono essere considerate concorrenti.
"Libertà e risparmio tutto in uno" è la pubblicità della RSA (ospizio, casa di cura e altre strutture del genere)
"Vita e dedizione" è il motto lungo la strada  con la badante.
Se pesiamo il denaro, un ospizio scelto per tempo è una sistemazione sempre dignitosa e sufficientemente strutturata  alle necessità richieste. Si fa domanda nei tre o quattro ospizi della zona e si aspetta di entrare nella Stop Pen (fine delle pene ... per noi). Una parte la paga la regione (se si è sufficientemente poveri e il vecchio trova sempre modo di esserlo), ci può sempre scappare un assegno di accompagnamento da oltre 400 Euro se il vecchio oltre ad essere povero è anche abbastanza vecchio e non autosufficiente.
Non c'è paragone. L'RSA costa meno, e il vecchio può pagarsela con la sua pensione e pescando di tanto in tanto nei risparmi sotto il materasso. L'ospizio ha qualche infermiere, qualche inserviente, qualche medico, qualche animatore, c'è tutto per finire bene i propri giorni. E' proprio questo il problema. Quello è un ergastolo senza possibile grazia. Di li, si esce solo morti e il vecchio lo sa benissimo ed è l'unico a non capirne l'utilità.
L'ospizio non si ammala, non va in ferie, non chiede la tredicesima, lavora anche quando non ci siamo o andiamo in ferie e soprattutto lavora tutti i sabati e tutte le domeniche, a natale, Pasqua e Capodanno. Non prende una liquidazione (il TFR) il giorno che il vecchio fa i capricci e finisce al cimitero. E' organizzatissimo per i funerali e non chiede le spese di rimpatrio, quasi mai è clandestino.
La badante? Ma perchè vince allora? Perchè fa gol Casamia.
Ai vecchi piace tanto quella canzone di Gigliola Cinquetti che se non ricordo male fa ... "E qui comando io, e questa è casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e chi va ..."