Ovviamente sono cambiati tutti i numeri adeguati alla vita attuale. Aumentati i minimi contributivi, disciplinati più nello specifico i riposi settimanali. Più precisi gli accordi per la paga di festività e straordinari. Precisato come godere delle feste per chi professa altre religioni. Per chi necessita (per gravi motivi) di un periodo di ferie (massimo di 12 mesi) successivo alle normali ferie e permessi senza ovviamente prendere paga sarà possibile con il consenso del datore di lavoro assentarsi dal lavoro. a detta di molti questo consentirà l'assunzione di una o più persone conviventi o no a supporto della badante titolare. tante belle parole ma poi l'anziano resta anziano e va seguito da qualcuno, se non lo fa la badante dovrà farlo la famiglia come sempre. Il nuovo contratto 2013 è qui
colf, badanti, varianti e vaganti, chi bada a se fa per tre, chi bada a te non c'è
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mercoledì 14 agosto 2013
venerdì 19 aprile 2013
La forza delle badanti
Le badanti devono avere una gran volontà per mettersi in gioco e arrivare da paesi lontani in Italia. Vengono qui ovviamente perchè a casa loro non trovano di meglio, altrimenti non avrebbe senso faticare tanto (trovare un lavoro, un alloggio, una lingua diversa, usanze diverse, prendersi parecchi rischi in quanto donne allo sbando). Vengono per trovare denaro da poter mandare alla famiglia in patria. Le badanti lamentano spesso di non essere in regola, di non avere una paga adeguata, di non avere, riposo, giorni di festa, ferie, pause ecc. ecc.
I buoni lavori si trovano spesso anche per caso.
Per questo occorre sentire e farsi sentire, chiedere ecc.
Però, girando oggi nei vari siti internet, ne ho trovato uno di Autogrill abbastanza curioso. Fanno un concorso. Si fa un disegno e poi si spera qualcuno lo voti. Partecipa anche una signora (credo) Pawar, mi pare fosse così il nome, che ha messo un disegno sulle badanti in pausa caffè.
Interessante il fatto che abbia avuto il coraggio di mettersi su un sito, interessante il fatto che Autogrill abbia accettato di pubblicare il disegno. Interessante la situazione ... le badanti talvolta hanno bisogno di fare pausa e per certo comunicano fra di loro e stanno in rete "su internet".
P.S.
I disegni più votati, i primi 10, andranno sulle bustine dello zucchero nei bar della rete Autogrill.
Chissà se le badanti votandosi saranno capaci di far emergere il loro lavoro e la sua importanza più di quanto sappiano fare giornali e leggi.
domenica 10 marzo 2013
Contratto badanti e famiglie
Questo è un lavoro strano. Questo è un offrire un lavoro strano. Cioè, il lavoro è chiaro, essere la protesi umana della quale un anziano ha bisogno per sentirsi autonomo a casa propria.
Un anziano non più autonomo (incapace e da solo), chiede ad una persona un aiuto in varia misura, per poter vivere senza altre persone in casa propria. Una badante dovrebbe essere, nei desideri di una famiglia e di un assistito, un robot che funziona a comando. Si preme un bottone e la badante esegue, così però non è, e così non può essere. La badante, prima di incontrare la famiglia che gli da un lavoro, aveva comunque una vita propria, usanze, affetti, idee politiche, religione, rituali che non può cancellare per un lavoro. Questo, è spesso un ripiego, per molte donne con famiglie in patria con difficoltà, che magari non hanno un lavoro in patria o pur avendolo non è sufficientemente pagato o comunque è meno pagato di un lavoro da badante in Italia. Per altre è l'unico modo per vivere perchè tornare indietro sarebbe impossibile.
Perchè le famiglie non capiscono le badanti e viceversa? Ovvio, il lavoro di badante non esiste.
Una badante o comunque una persona che si definisce tale, predilige per esempio fare le pulizie, oppure cucinare, magari cucire, fare la dama di compagnia o l'infermiera, ma quasi mai, tutte queste cose insieme. Tutte queste cose insieme sono una badante che poi dovrebbe anche essere premurosa ed amorevole, magari con un assistito con l'Alzheimer. La badante ideale dovrebbe anche essere attenta alla salute dell'assistito e in grado di valutare, magari, in un anziano che non parla o non sa effettivamente se sta bene o sta male, quando è necessario interrompere una terapia o capire quali sintomi presenta, chiamare il medico o l'ambulanza.
La badante che fa tutto questo non esiste. La badante deve essere pensata come un aiuto alla famiglia, ma mai una persona che si sostituisce a chi in famiglia deve avere presente lo stato dell'anziano. Il caregiver è sempre uno della famiglia e mai la badante o un'infermiera.
C'è un contratto che cerca di regolamentare tutte queste responsabilità e queste attività, ma chi lo ha firmato?
Sindacati, di inquilini, proprietari di casa, imprenditori rumeni e filippini, associazioni artigiani, lavoratori autonomi ecc.
Non esiste una confederazione delle famiglie con un assistito da seguire. Non esiste una confederazione degli anziani. Ci sono surrogati o presumibili interessati a questo ruolo, ma nessuno che conosca o che voglia conoscere i problemi delle famiglie.
Fare la badante è considerato un lavoro come tutti gli altri ma non è proprio così. L'anziano non è una produzione ad ore e dopo 8 ore non si spegne e non chiude il Sabato e la Domenica. Del resto i costi per avere oggi due badanti è proibitivo. Eppure un anziano in ospizio costerebbe molto di più alla comunità.
Occorrerebbe almeno riconoscere come lavoro con tutte le previdenze necessarie anche a chi in famiglia si prende cura degli anziani. La badante non potrà mai essere uno della famiglia ed è giusto che sia così.
P.S.
Il contratto scaricabile si trova sul sito INPS (clicca qui)
domenica 3 marzo 2013
L'anziano del vicino è sempre più verde
Certe volte, quando il "lavoro" è finito, quando mio padre è a letto e ho un po' di tempo per me, quando un giorno è quasi finito ma quello nuovo non è ancora arrivato e credo di essere sospeso tra il mio ineluttabile passato e un futuro sempre obbligatoriamente incerto, esco in cortile, anche se fuori fa freddo, per vedere le stelle e guardare se ce n'è una adatta per andarci.
Lo dico sempre, se io morisse, loro, tutti loro resterebbero fregati e io ne godrei.
Lo so che non si può sempre curare i propri genitori, e non so nemmeno se il farlo, sia giusto ed etico (etico cancellare se stessi per "servire" loro).
Una cosa è per me certa, se io non fossi stato sempre presente,
se io non mi fossi incazzato con l'endocrinologo non avrebbero mai sospeso il farmaco che consumava mio padre,
se non mi fossi incazzato con la fisiatra non avrebbero mai sospeso il farmaco che lo faceva collassare.
se non mi fossi incazzato con il geriatra non lo avrebbero mai trasferito agli infettivi anziche isolare l'infezione rinchiudendo i 4 che l'avevano presa, nella stessa stanza senza possibilità di guarigione,
Se con mi fossi incazzato con il cardiologo non gli avrebbero mai sospeso quel farmaco che anzichè correggergli le aritmie gliele accentuava.
Quattro problemi risolti in ospedale, non a casa non all'ospizio.
Se non mi fossi preso l'onere di seguire personalmente certe cose, anzichè lasciarle alla buona volontà della badante, oggi mio padre avrebbe piaghe in tanti punti del corpo, e credo anche qualche frattura ... magari inguaribile.
Queste sono le situazioni più eclatanti e determinanti di quanto passato in cinque anni, dalla polmonite ai tempi nostri.
Dicono che Rita Levi Montalcini mangiasse pochissimo ... delle volte penso che io invece dovrei accedere ad un mutuo per pagare il supermercato tanto mangia mio padre. Delle volte penso che mio padre non sia umano ma sia un'idrovora o una coclea in moto perpetuo.
Mio padre esige e non è tenero con me...
delle volte penso a quanta vita mi succhia e mi chiedo se ci sia, in mezzo a tanti che stanno peggio di me, qualcuno che sta anche meglio di me. Delle volte vorrei scambiare il mio "anziano" con quello di un altro, tanto per cambiare un po' il ritmo. una specie di multiproprietà.
Ricordo, in riabilitazione, altri anziani che si mangiavano le pastiglie di tutti, o gente "abbandonata" nel pannolone pieno.
Certi ospizi, ma anche certe badanti, e anche certi volontari, e certi infermieri, ma anche certi medici, se non vedono l'anziano seguito lo mollano a loro volta, morto uno ne arriva un'altro.
P.S. 1
Mio padre tutti i giorni chiede del giornale, chiede se è arrivato. Mio padre "guarda" il giornale alla rovescia. Mio padre, comincia dall'ultima pagina e arriva ai titoloni sulla politica della prima pagina. Comincia con le notizie buone, qualche conoscente nelle necrologie morto mentre lui è ancora in vita, e poi pian piano arriva alle notizie più tristi, quelle sulla guerra e sulla politica e sui ladri ecc.
P.S. 2
Sono passato attraverso tutte le cose che guadano tutti.
Voglio morire, non voglio più mangiare, non voglio la badante, non voglio le pastiglie, non voglio andare all'ospedale ecc. (le solite storie che tutti si sentono dire da un anziano)
lunedì 8 ottobre 2012
Corsi per badanti
Ci sono innumerevoli corsi per badanti. Per quanto ne abbia sperimentati parecchi, mi rendo conto che il fine ultimo, non è mai quello di dare maggior professionalità ad una persona che si appresta ad assistere un anziano. Aiutare un anziano dovrebbe essere una cosa semplice, fa parte del ciclo della vita. Si nasce, si cresce, si è attivi , si perde smalto, si decade, si muore. Il discorso è semplice e semplicistico, detto così, ma non va molto lontano dalla realtà. Ci sono corsi dove tutto è improntato sulla rianimazione ... come se l'anziano corresse, come unico pericolo, quello di annegare nella vasca da bagno. Corsi dove alle fine di una 4 serate (come se bastassero a formare eticamente e professionalmente una persona) viene persino dato, a basso costo, un misuratore di pressione. Lezioni di respirazione bocca a bocca (YouTube, è pieno di esempi), come se poi una badante applicasse l'insegnamento su manichino all'anziano con dentiera. Delle volte, questi corsi sembrano fatti per dar lavoro a colleghi che ricavano compensi tenendo il corso, e che magari ne traggono anche guadagno vendendo (o facendo vendere ad amici di amici) strumenti medicali, tipo misuratori della glicemia (con relative strisce) ecc.
Ho mandato la badante (alla prima esperienza con questo lavoro) ad un corso patrocinato da regione e comune. Mi sono presto reso conto che le lezioni non avevano una sequenza logica, (quello che la badante che lavora da mio padre, sa e fa, lo ha imparato da me che l'ho imparato a mia volta, a forza di confrontare metodi (talvolta empirici) più o meno adeguati, praticati da infermieri, visti sul campo, seguendo mio padre in ospedale. I corsi visti, mettevano assieme diverse esperienze in settori non troppo omogenei fra loro, che poi producevano comunque un corso, tanto, non esiste un vero programma di corso di formazione per la "professione/mansione" di "assistente famigliare" e anche chi organizzasse un corso di cucina e cucito, credo riuscirebbe ad avere soldi da qualche regione, reclamandolo come corso per badanti. Alla fine basta dare una pergamena di partecipazione/frequenza, che le aspiranti badanti, se vogliono possono anche esigere pagando (nel mio caso specifico, la badante è stata state costretta a pagare 25 Euro per la pergamena ... il corso era invece gratuito o meglio pagato dalla regione). Quello che la badante ha imparato è stato sindacalizzarsi notevolmente, sindacalizzarsi su cose inutili perchè io davo già a lei più di quanto previsto dal contratto nazionale e da quello che avevamo pattuito. La persona che io mandavo (sorprendentemente per me), era l'unica con un lavoro. Le altre future badanti, andavano solo nella speranza di trovare una collocazione rilevante. Il corso era organizzato dalla crema della società locale, quindi le probabilità di essere assunte presso qualche facoltosa famiglia, sembrava abbastanza elevata, anche se poi ogni aspettativa è risultata vana (zero lavoro per tutte). Chi organizzava, aveva come unico traguardo quello di mettere assieme il numero minimo di persone per ricevere fondi da tutti (regione, comune, provincia, sponsor ecc.) e produrre il corso. C'è chi lo fa di mestiere (produrre corsi patrocinati da enti nazionali e internazionali, coperti da fondi elargiti delle più svariate istituzioni e dalle più strambe motivazioni)
Diffidate ragionevolmente dalle badanti provenienti dai corsi ... o almeno questa è stata la mia esperienza. Meglio il passaparola.
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venerdì 18 marzo 2011
10 mila badanti in arrivo
E' un quinto stato, uno stato estero che ci sta invadendo alla ricerca di una vita migliore. In Italia non c'è lavoro, ma c'è bisogno di badanti, e un esercito al femminile sta arrivando qui, pronto per questo lavoro pur non conoscendo nulla di assistenza domiciliare adeguata e come la intendiamo noi. Stanno arrivando persone con regole e tradizioni diverse dalle nostre ma disposte a tutto pur di accaparrarsi questo lavoro.
Occorre scegliere bene. La domanda per ora è inferiore all'offerta.
sabato 8 gennaio 2011
Datori di lavoro e incomprensioni delle badanti
I pro e contro. Tante cose non sono capite dalle badanti e tante non hanno senso per i datori di lavoro.
La badante non capisce perchè una famiglia cerchi di pagare il minimo possibile per questo duro lavoro. La badante immagina di trovare, nella famiglia italiana, una situazione di florida ricchezza. Una stanza tutta sua e magari con i servizi indipendenti, la possibilità di uscire liberamente, o almeno tutte le sere. Molto spesso chi prende una badante, ha fatto già mille conti, e punta sulla badante (anzichè sulla casa di riposo) immaginando questa soluzione sia la più economica. L'opzione badante, invece, vale almeno 20 mila Euro l'anno (parlo di badante convivente, in regola, con contributi Inps regolarmente versati, al servizio di una persona non autosufficiente, e quindi a 54 ore settimanali). Con 20 mila ho cercato di contenere la cifra il più possibile (ho lasciato perdere riscaldamento, tasse varie sui rifiuti ecc., alimentazione dell'assistito e non ho incluso la spesa per una persona che lavori quando la badante ufficiale è a riposo o in ferie). Questa cifra, difficilmente può essere interamente coperta con una normale pensione italiana. 5 anni di badante sono 100 mila Euro da mettere sul piatto (quanto due auto di grossa cilindrata di primario costruttore tedesco). La badante giustamente chiede tutti i servizi accessori, vitto alloggio e tutto quanto a contratto. Spesso si chiede perchè oltre a convivere, quando l'assistito è a letto non possa tranquillamente uscire, pur sapendo, di non essere stata messa lì come ospite ma come sostegno vigile per l'assistito.
Solitamente la famiglia, si chiede da subito, perchè una badante convivente (cioè ospitata e mantenuta) costi addirittura di più di una badante che, fatte le sue ore, se ne va a casa sua a dormire. Se poi la famiglia va in ferie, e si porta la badante per accudire la nonna, considera tutto questo come un'ulteriore regalia. Non importa che la badante di notte faccia presenza e sia una persona costantemente attenta anche se non a disposizione, conta solo che la badante dorme e mangia gratis. Conta solo che la badante se ne è andata a spaparanzarsi in montagna o al mare a spese della nonna.
Perchè entrambi (datore di lavoro e badante) si capiscano è bene che:
La badante si renda conto che l'Italia non è il paese delle meraviglie. Che non vale molto la frase " Se non avete soldi non prendete la badante, curateveli voi i vostri genitori", perchè questo vuol dire non lavoro per la badante. Non sempre è possibile prendersi cura dei propri vecchi, perchè se entra uno stipendio da 1200 Euro mese, si assume una badante sperando lavori per 800, per non perdere quello stipendio e per non perdere la pensione e i contributi già versati . Si va tutti al ribasso, come le badanti che lasciano in patria i propri genitori "quasi abbandonandoli" per avere qualche soldo in più nella vita per se e per i propri figli. Le badanti sappiano che in Italia si dice che: non si fanno figli, perchè poi mantenerli e farli studiare, per avere un futuro meno incerto costa troppo. Se non ci sono soldi per i figli propri, figuriamoci se ce ne possono essere per gli anziani genitori.
La famiglia, il datore di lavoro, l'assistito è bene che da subito si renda conto che non vale molto il discorso "se non si adattano stiano a casa loro (sottintendendo le badanti)", perchè senza le badanti sarebbe peggio. Anche queste badanti extracomunitarie sono individui, che hanno assegnata una sola vita e che tutto il tempo che vivono al seguito di una famiglia non è mai tempo libero, nemmeno se è al mare o in un grande hotel, ma come per chi lavora in fabbrica è tutto sacrificato alla propria vita .
Se il capo della Fiat può permettersi di giocare al ribasso sullo stipendio e sulla vita dei lavoratori (che senza quel lavoro non avrebbero nemmeno quello stipendio), cosa dovrebbe fare una famiglia o un figlio trovandosi esso stesso imprenditore della vecchiaia dei propri genitori?
Se il capo della Fiat può permettersi di giocare al ribasso sullo stipendio e sulla vita dei lavoratori (che senza quel lavoro non avrebbero nemmeno quello stipendio), cosa dovrebbe fare una famiglia o un figlio trovandosi esso stesso imprenditore della vecchiaia dei propri genitori?
venerdì 7 gennaio 2011
L'esercito delle badanti
Più che un esercito è un'armata Brancaleone, è il mare più nero che conosca. Si combattono due eserciti non regolari, badanti contro datori di lavoro. Sono certo ci siano badanti che rubano, che vengono in Italia perchè al loro paese non c'è più vita. Magari sono pluricondannate, magari hanno solo piccoli problemi con la giustizia o solo fame e voglia di trovare un tetto e una dispensa piena. L'esercito delle badanti, sa che in Italia c'è un lavoro, che si chiama "badante", e che si prendono soldi per tenere un po' a bada dei vecchi. Non si conoscono regole, non si sanno quali sono i doveri, i diritti. Non si sa esattamente cosa bisogna fare, come farlo, cosa compete e cosa no. Ci sono badanti che si chiedono quante ore di lavoro e di riposo ci siano da fare. Ci sono datori di lavoro che si indignano alle sole parola "riposo" e "paga". Cosa è lecito aspettarsi e cosa non si può chiedere. Molti (badanti e datori di lavoro) non sanno nemmeno che cosa sia un contratto, in alcuni paese ci pensa lo stato. Non si sa nulla. Le badanti si telefonano, si ritrovano in rete e ai giardinetti, scoprono di non essere tutte uguali. Di non avere tutte gli stessi diritti. I datori di lavoro non sono tutti uguali, le badanti anche. Sono culture e usanze diverse che si incontrano, e spesso si scontrano.
Girando un po', trovo datori di lavoro che "assumono" solo in nero, altri assumono ma non pagano i contributi, alcuni si prendono subito i documenti della badante per sicurezza, qualcuno schiavizza, . Ci sono quelli che in cambio del lavoro (quindi del permesso di soggiorno), chiedono affitto e un contributo gas/luce e frigorifero. Ci sono quelli che si chiedono cosa possa succedere se non pagheranno Inps e badante. Ci sono quelli che prendono la badante, perche gratis è meglio di una retta dell'ospizio. Per quel che è mia esperienza, pochi si pongono il problema di trovare la miglior soluzione possibile (senza strafare) per il proprio vecchio.
Dicono che una civiltà si misuri dal suo grado di culto per i morti. Se si debba avere o meno il culto dei morti, la memoria della storia e dei suoi insegnamenti non so, ma certo è, che cominciare con avere almeno un po' di pietà per i vivi e per chi li accudisce sarebbe (secondo me) già un bel passo avanti.
martedì 7 dicembre 2010
Badanti o Assistenti familiari?
Mi propongo in internet. La maggior parte delle persone che parlano di questo lavoro usano il termine "badante" molto più di "assistente familiare". Se non dovessi usare il termine badante, rischierei di non essere capito dalle stesse persone alle quali cerco di rivolgermi. Persone che attraverso internet cercano e vogliono capire quali sono le regole di questo lavoro in Italia. Ma credo di essere sincero almeno con me stesso, nel dirmi che non lo faccio solo per audience, anche se senza audience non avrei scopo di scriverlo perchè non sarebbe (ammesso lo sia) utile a nessuno. Sto scrivendo per un consulente del lavoro? Per un sociologo, per un addetto di un centro dell'impiego, per un sindacalista? No, non saprei cosa dire a queste persone. Il blog parla di un unica situazione dove dentro ci sono famiglie e ci sono persone disposte a lasciare tutto per venire qui a lavorare come "badante" e che forse nemmeno riuscirebbero a capire dalla traduzione di assistente famigliare (un termine tutto italiano) cosa io intenda dire.
Parlo di vecchi e di badanti e non di anziani e assistenti famigliari.
Parlo di vecchi in via di rottamazione, e che i più, scaricano negli ospizi. Vogliamo parlare di anziani scaricati negli ospizi? Procurerà loro sollievo?
Vecchio è un termine che, applicato a una persona, a seconda del modo che si usa nel dirlo, può essere interpretato come un vecchio saggio o un vecchio rompiscatole e demente.
Ma parliamo di badanti e di assistenti familiari.
Se metto su Google, la parola chiave "badanti" o "badante" trovo circa 500.000 voci per entrambe le parole.
Se metto su Google, la parola chiave "assistente familiare" trovo circa 300.000 voci, ne trovo circa 100.000 con assistente famigliare (con la "gli"), se metto il plurale resto fermo a circa 100.000.
Diciamo che ci stiamo adeguando ma siamo ancora indietro.
Mi sono guardato il vocabolario.
"Assistere" sta per "stare presso qualcuno per aiutarlo"
"Badare" sta per "dedicare cure a qualcuno"
Mi spiace, ma io trovo più appropriato e incisivo "badare".
Questo lavoro assiste poco e bada molto. Il lavoro di "badante" è molto operativo e poco, molto poco di presenza, compagnia o assistenza intesa come solo aiuto.
Quando hai un NON autosufficiente per le mani, non puoi aiutare molto, devi prendere l'iniziativa e fare tu per lui. Non è un lavoro di assistenza come dal dentista, dove l'assistente alla poltrona passa i ferri al medico che è quello che opera. La badante è il dentista non la sua assistente alla poltrona. La badante opera e guida il suo assistito, non può essere li solo ad ubbidirgli e aiutarlo nei suoi desideri. Deve badare a lui come si bada ad un bambino, perchè se è vero che tutti quelli di noi che moriranno vecchi avranno dalla loro una certa demenza senile, è anche vero che chi arriverà alla fine con l'Alzheimer avrà bisogno di una amorevole ma anche rigida badante e non troppo di una mite assistente familiare. La badante cura un vecchio e non è proprio suo compito assistere in famiglia la famiglia. La badante, di tutti questi attori, è certamente l'anello debole, ancor più debole del vecchio che assiste.
Essere vecchio non m'intristisce, anziano sa di membro di comitato religioso di paese e proprio è un termine che vorrei non mi appioppassero.
martedì 30 novembre 2010
corsi e albo badanti, non risolvono il problema
Vostro onore mi oppongo!!!
Quando uno stato eroga soldi in corsi per badanti, alimenta solo se stesso e butta i soldi in un pozzo senza fondo. I soldi devono andare alle famiglie, non ad associazioni che confezionano corsi desueti e fantasiosi. Le famiglie, tenendosi in casa il loro anziano, evitano di farne gravare le spese sull'ente (Regione) che eroga denaro alle RSA.
La badante che lavora da mio padre ha fatto 160 ore di corso dopo neanche tre mesi di lavoro, (ore che io ho dato in permessi di "studio" retribuiti). Ci sono state ore esterne di turismo in ospizi, ha avuto la lezione dalla sindacalista, dal medico generico, dal geriatra, dal sociologo e da chissà chi altro. L'unica cosa che interessava a chi faceva il corso era la firma delle future badanti sul foglio di presenze. Per sentito dire, 900 euro dati ai "professori" anche per poche ore di lezione. Una badante, per ricevere la stessa cifra fa minimo 250 ore di lavoro attivo. Amici degli amici che si dividono la torta. Le badanti si incontravano, per scambiarsi fra di loro opinioni, che avrebbero potuto benissimo scambiarsi ai giardinetti. Frequentavano il corso nella speranza di trovare un lavoro. La pergamena a fine corso era a pagamento. Adesso ho tentato anch'io di iscrivermi ad un corso, con attestato e misuratore di pressione in dotazione a fine corso (chissà perchè non il mestolo del minestrone). 16 ore totali di corso. 16 ore per trasformare un'affamata extracomunitaria in assistente familiare di prim'ordine, pronta per essere iscritta negli elenchi dei Centri Per l'Impiego. Sembra di andare in un'officina di revisione auto, se si capita dall'elettrauto, questi cambia tutti i fari e le lampadine per omologare l'auto, se si va da un revisore con annessa officina meccanica allora minimo bisogna cambiare le pastiglie dei freni anche se sono nuove. Ognuno, pur in presenza dello stesso autoveicolo, cambia quel che ha da vendere.
Il lavoro di badante, deve prima essere imparato dalla famiglia, poi, ma poi, ma poi poi poi, potrà essere oggetto di albo e di corsi per badanti. Il lavoro di badante è un lavoro da apprendista che si impara solo se all'interno della casa se c'è un sostegno e una guida adeguata. Il lavoro di badante è talmente usurante (in certe situazioni) che non può essere portato in esperienza ad una improbabile nuova assunzione. Dura pochi anni al massimo. Se non si capisce questa situazione, vuol dire che si vive nel mondo delle soubrettes e delle paillettes.
A fronte di uno stipendio di 885 euro, neanche netti, una badante, dovrebbe fare 10 ore al giorno di lavoro far da mangiare, pulire la casa, pulire la persona, e poi saper fare anche il massaggio cardiaco? Mio nonno se fosse in vita direbbe "ma qui siamo tutti ciucchi, e chi ha bevuto meno si è fatto la damigiana da 35".
Come è possibile che qualcuno immagini equo un tale impegno? Il denaro va dato alla famiglia perchè possa integrare lo stipendio alla badante e a questa non venga voglia di picchiare l'anziano e rubare i gioielli di famiglia. E' un lavoro duro è se lo stato ci deve essere, qualcuno aiuti la famiglia a scegliere la badante, non fare albi anonimi, che potrebbero benissimo essere ripresi dalla Panini per farne figurine ... la realtà che ne esce a fine corso.
lunedì 29 novembre 2010
Cosi per badanti, caos e terra di conquista
Ci giro da un po' e comincia a sorgermi un sospetto. Dove le organizzazioni faticano a reperire fondi per il loro sostentamento (stato, regioni, province e comuni ne erogano sempre meno) si inventano corsi. Le badanti (anzi parlando di corsi, diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Maria quel che è di Maria, chiamiamole con il loro nome tecnico "assistenti famigliari") sono uno dei lavori più richiesti in Italia. Non ci sono annunci sui paginoni centrali dei grandi giornali nazionali a fianco di Responsabile bestiale in risorse umane, specialista in gestione e digestione EDP, Direttore Marketing con furgone, o Amministratore con delega al salvadanaio, perchè tutto è sommerso e quel che emerge lo si fa sparire subito. Una famiglia fatica a rivolgersi ad un'agenzia interinale, costa già troppo la badante in nero, figuriamoci un'agenzia. La famiglia non ha elementi per selezionare. La famiglia non sa nemmeno quali possano essere le reali mansioni di una badante. In un rapporto di lavoro "normale" il datore di lavoro è considerata parte forte e il lavoratore è da sempre parte debole. Qui si va nella terra di nessuno, nelle selve oscure del caporalato, nelle terre di mezzo piene di giganti e di folletti, negrieri, schiavisti e autoritarie sado domatrici di anziani bradipi. C'è di tutto. Una buona badante, è buona in un posto, ladra in un altro e schiava in un altro ancora. Presentarsi in un centro per l'impiego con un attestato o non, è praticamente la stessa cosa (anche se così non dovrebbe essere). Sembra un disarmante sportello per l'immigrazione, ti senti frustrato da lontano, solo a vederci la calca che c'è di fuori. Ci vai e provi disagio. Uffici, ancora uffici, ancora code, ancora numerini, turni, ancora impiegate con il ciclo in fase piena. Basta! E' come andarci con un corso da saldatori preso per corrispondenza. Oggi sembra di essere all'inizio del secondo millennio, quando qualsiasi cosa si presentasse in Borsa con un "punto com", "punto it", o "punto net", era da considerare sempre un buon affare in prospettiva. Oggi, tutti i corsi, per avere quel minimo di iscrizioni, devono contenere la dicitura "per badante". Ci sono , corsi di dialetto per badanti, corso di cucito per badanti, corso d'italiano per badanti, corso di guida per badanti con pulmino, corso di psicologia per badanti, corso di passeggio e attività ricreative per badanti, corsi di cucina italiana per badanti ... tutto fa brodo, purchè il pollo sia badante. I corsi sembrano gratis ma per avere l'attestato paghi le spese di cancelleria. Ma quanto cancellano per costare così tanto? Finito il corso (in 15 ore ti fanno anche badante esperta coi gradi di incantatrice di serpenti) si va al centro per l'impiego di zona e ci si iscrive. La famiglia andrà li a cercare una badante? Nella burocrazia del non so e del ripassi domani? O cercherà su un giornale di annunci gratuiti come ho fatto io e poi insegnerà alla badante come trattare il proprio vecchio conoscendolo meglio di chiunque altro? Aahhh!!! Povera famiglia. Aaaahhh!!! Povero vecchio. Basta corsi per badanti, facciamo corsi alle famiglie ... inutile che mi sgoli, tanto non capiscono. Mi sono iscritto a un corso per badanti e li frego. Faccio tutto il corso e rinuncio all'attestato (tanto cosa potrei farmene???) io sono caregiver di famiglia mica apprendista stregona.
giovedì 28 ottobre 2010
Come scegliere la badante perfetta
E' il sogno di tutti. Trovare una Mary Poppins. Ci si potrebbe anche accontentare di una spigolosa signorina Rottermeier, certo è, che nessuno si augura di trovarsi in casa un Godzilla vestito da Mago Zurlì.
Ci sono comuni (come quello di Milano) che qualcosa cercano di fare. Hanno istituito per esempio un "Elenco Badanti Qualificate". Basta? E' già qualcosa ma siamo forse ancora un po' lontani dall'obbiettivo, anche se la volontà e la necessità di fare c'è.
Per adesso i parametri generali di accettazione, sono molto di manica larga. Innanzitutto si iscrivono all'elenco tutte le persone che hanno requisiti minimi. Ad iscriversi, sono i lavoratori/lavoratrici che ritengono di essere qualificati/e o necessitano di una opportunità in più di lavoro. Non credo esista al momento una commissione che abbia tempo di vagliare le credo migliaia di offerte proposte. Consultare quell'anagrafica credo sia come voler scegliere un libro giusto sul catalogo di Amazon senza avere un idea precisa di cosa si voglia leggere. Per esempio, per i lavoratori stranieri (quelli più bisognosi di vitto e alloggio gratuiti, e quindi in definitiva anche gli unici disponibili alla convivenza 24 ore su 24) basta il permesso di soggiorno in regola e parlare un italiano "sufficiente alla mansione". Il comune (come molti comuni o associazioni in Italia) organizza anche corsi per assistenti familiari, ma sono corsi che non hanno (per mia esperienza personale) un programma ben definito e collaudato (siamo agli inizi).
Il corso potrebbe anche essere ottimo e abbondante, di certo è gratuito, ma diventa per le aspiranti badanti, un luogo per parlare di immigrazione e difficoltà a trovare lavoro. Le persone ci vanno sperando di trovare un ufficio di collocamento e non una scuola.
Non c'è alternativa, non è la badante a dover fare un corso, ma la famiglia che assume a frequentare una scuola per specializzarsi in "selezione delle risorse umane".
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giovedì 14 ottobre 2010
Cosa è, cosa dovrebbe e cosa potrebbe essere una badante
Ho trovato la risposta sul melo, nell'orticello fuori casa. Una farfalla di tanti colori che viene da lontano, come un soldato di ventura. Non sa quello che troverà, ma vola, e vola, e vola, in cerca di fortuna. Non sa se troverà fiori o quali fiori, ma tutte le farfalle volano e tutte vanno verso il sole. Magari "rotte" da millenni. E' il ciclo delle farfalle. In questi anni arrivano meduse nel Mediterraneo, o barracuda e strani pesci tropicali. Il clima è favorevole. Ogni specie va verso la vita. Le farfalle a primavera vanno sui fiori, sono indispensabili. Arrivano insetti e farfalle mai viste in questi anni. Vanno nel giardino dello zio patito per Fede, o nell'orto del curato di San Clemente, o nei giardinetti pubblici di piazza Martiri per la Libertà del primo cittadino (vecchio stampo, di sinistra). In Primavera sono colorate come i fiori. Vanno di corolla in corolla, impollinano, fanno un buon lavoro mentre si nutrono. Certe volte sembrano sparire durante l'Estate. Alcune fanno uova, credo, anzi tutte, credo. Si trovano bruchi strani in giro. In autunno si vedono altre farfalle o forse sono le stesse ma diverse. Si mimetizzano con i colori della frutta matura ad ali aperte, e con il colore delle foglie secche ad ali chiuse. Si muovono lentamente, anzi ferme, quasi a non volersi mostrare. Hanno una proboscide arrotolata sotto la testa. Al momento opportuno la stendono come quelle "lingue delle donne" (le trombette di carta del carnevale). Hanno una lingua lunga, mai vista prima, e furtive la infilano nel frutto e ne succhiano il succo. Non te ne accorgi nemmeno, tale è la destrezza. Nemmeno fai qualcosa, tanto sembrano famigliari. Non ti metti certo a fare trattamenti anticrittogamici, ... per una farfalla, ... per un melo, anche se quel melo è il tuo. Forse noi e i meli, non siamo di nessuno. Non sei in un campo industrializzato da produzione intensiva, dove puoi farne fuori mille senza che nessuno dica niente. Qui siamo in mezzo alle case, per una farfalla ti metterebbero anche sui giornali. In Autunno, nemmeno le vedi tale è il colore sempre più uguale all'ambiente, al tuo orto, al tuo melo. Pensi alla Primavera, al lavoro fatto sul fiore, pensavi stessero facendo qualcosa per te, ma già lavoravano per quella loro mela. Il freddo poi, si porterà via tutto.
... dunque, di cosa stavo scrivendo? Aaahhh! Di badanti ... poi mi sono perso con le farfalle ... ma fa lo stesso, tanto su un blog qualcosa ci devi pur mettere.
P.S.
Se chiedi al vicino, non ti dirà mai che gli sono capitate farfalle di quel genere, ... in autunno poi, ... di quel colore e che mangiano le mele poi.
In Inverno, ognuno, ha sempre tempo tempo per ruminarsi le sue mele, dietro una finestra o una webcam di ... Riccione.
sabato 2 ottobre 2010
RSA, ospizio, casa di riposa o badante? Rifaccio i conti.
Dopo un anno con la badante, anzi l'assistente familiare (una denominazione che sta a badante, come operatore ecologico sta a spazzino) ancora sto a fare conti. Non che non mi sia chiaro quel che spendo, ma voglio illudermi sempre che la badante costa meno e offre di più.
Innanzi tutto la badante non è una istituzione, che prende in carico il vecchio e si occupa (e preoccupa) di tutto. La badante è solo un aiuto al parente che ha deciso di farsi carico dei problemi del vecchio.
Se la badante si ammala è un casino, hai in casa due ammalati (e qualcuno, a loro, deve pur pensare, si rischierebbe l'omissione di soccorso, ... un reato ... quasi) e se va in ospedale, almeno alla badante pensa la collettività. La badante va in ferie, la badante ha due ore libere al giorno o magari mette insieme tutto e sparisce per un pomeriggio il Giovedì o il Mercoledì di mercato. La badante saluta tutti e se ne va il Sabato a mezzogiorno e torna (se non vuole prima) il Lunedì mattina alle otto.
Queste cose vogliono dire, che un parente pronto a rimpiazzarla ci deve essere, durante le ferie e le feste nazionali, il giorno del patrono e durante i permessi e le malattie della badante e quelle 40 ore anno per corsi di aggiornamento. Del resto non si può chiedere la prigionia ad una persona, il diritto alle ferie è sacrosanto per tutti.
L'ospizio non va mai in pausa e questo lo sanno tutti, vecchio compreso.
Un ospizio costa (dalle mie parti) sui millecinquecento euro mese ma mettiamo di essere un milanese e di pagarne millesettecento. A Milano ci sono tanti vecchi e pochi ospizi. Qui anche, ma ci sono case più larghe che possono permettersi di ospitare il vecchio per più tempo e quindi almeno di rimandare il più possibile il suo trasloco.
Quindi mettiamo da una parte l'ospizio con i suoi 20.400 Euro anno, più pacco Natalizio agli infermieri e al direttore sanitario (minimo). Non servono a niente, tutto è dovuto, ma è solo per non fare la figura del pidocchioso, visto che altri lo fanno ti adegui. I sorrisi, i bravi e i grazie non bastano tutte le volte. Qualche mancia e un po' di pigiami vai a 21.000 Euro l'anno.
Possibile che la badante mi costi tanto?
Il mio vecchio prende la minima, e l'accompagnamento, da solo non ce la fa manco se gli fanno una magia.
La badante è convivente, inquadramento CS (anziano non autosufficiente), ogni mese gli pago il previsto dal contratto cioè 885,10 Euro. All'anno sono 11.500 Euro circa (sono 12 mesi più tredicesima), poi ci sono 2.850 di contributi Inps. Fortuna che le tasse (la denuncia dei redditi a Maggio) se le paga lei, anche se non ha mai soldi e mi chiede un anticipo da rendere (come si suol dire) "a babbo morto", che qui avrebbe anche un senso ma poi vorrà dire "dopo", anzi "mai". La vado a prendere e la porto a casa e se ne vanno altri 100 euro di benzina. A che punto sono arrivato? 14.450 Euro. Dimenticavo, l'assunzione con la tenuta delle buste paga e della compilazione dei bollettini, me le fa il sindacato (anzi un "patronato dei pensionati"). 150 Euro la pratica di assunzione e 160 la compilazione di tutto all'anno (lasciamo perdere i 150 ma i 160 ci sono tutti gli anni). Poi c'è il TFR, un mese all'anno da mettere da parte, e da pagare alla badante a fine del rapporto di lavoro e quindi siamo a15.500 anno. Ho messo tutto? A Natale e a Pasqua una mancia gliela devo dare, mentre mangiare mangia tutto l'anno. Da che ho la badante anche il frigorifero si è accorto che qualcosa è cambiato. Le abitudini alimentari non sono mai le stesse e devo riempirlo di piatti pronti per mangiare italiano. La badante mangia cose sue (inteso che sono anche fortunato che non segue una dieta ricca di proteine e di carni) ma comunque mangia e il lavoro è stressante e quindi qualche crema di bellezza è più che necessaria. Non è vero che dove si mangia in due si mangia anche in tre, in questo caso si mangia diverso in tre e la spesa raddoppia. Arrivare a 21.000 euro è uno scherzo da ragazzi. teniamo conto che anche il telefono si scalda un po' di più e ho una stanza in più da scaldare. Siamo alla pari forse un pò meno. Però non ti puoi muovere, resti sempre sul chi va là che io vengo qua. Non vai più da nessuna parte la Domenica e le ferie restano un miraggio, altrimenti paghi un'altra badante a tempo determinato ... e che sò? figlio di Babbo Natale? Del resto il mondo dei vecchi è un affare grosso per tutti, e le case di riposo in Lombardia negli ultimi anni sono più che triplicate. E' un travaso di sostanze italiane in mano a stranieri che accettano un lavoro che pochi si sentono di fare ma che da i suoi onesti guadagni.
domenica 19 settembre 2010
La festa del salame e delle badanti
Cremona 16-19 Settembre - Festa del salame.
Ma cos'è? Non so, non mi piace. In piazza del duomo ci sono "banchetti" dove si può "degustare" un panino duro come un sasso, con del salame (sembra buono, non si sente molto il sapore, il pane è tanto, il salame due fettine fini forse una piegata in due). Gratis non si può pretendere di più. Il giornale locale definisce "furbi" quelli che fanno il secondo giro del panino, ieri ho fatto tre giri, oggi (Domenica) uno solo. Ho l'impressione che chi mangia il panino non compri il salame, ma un ruolo glielo si deve pur dare a questi "furbi" e io il mio ruolo di comparsa l'ho interpretato. Se tanta gente mangia il panino, da l'impressione che il salame sia buono, e altri comprano.
Non c'è altro, anzi c'è un mercatino della roba vecchia, ma mai come quello che ho visto a Gambettola dalle parti di Cesena. La cosa più folle è quella di aver portato un pezzo della festa in un ipermercato fuori città. Cremona è povera di tutto, ma vive su due eredità (almeno questa è la mia impressione): Il Tozzazzo e i violini.
Più che una festa del salame sembra un mercato con un unico prodotto. Mi chiedo quanto sarebbero costate 5 o 6 orchestrine senza pretese, fatte da studenti che delle volte si ritrovano per piacere in una cantina a strimpellare anche non troppo bene.
Quanto sarebbe valso non regalare un panino ma farlo pagare 50 centesimi o 1 euro (un contributo assaggio per l'allestimento della manifestazione). Io uno dei furbi, lo avrei preso, magari con un bicchierino di birra o uno di gassosa ad altri 50 centesimi. Uno, lo avrebbero mangiato in tanti. Ma qui non c'è niente. Me ne sono andato da Cremona anni fa. Questo è un paesotto di latifondisti che decidono il bello e il brutto tempo di tutto. Fondamentalmente una città morta. Anzichè portare la festa in città per dargli un po' di vita, una fetta va in un ipermercato. Arrivano gli stranieri, c'è la festa del salame in un ipermercato. Cose da matti. Così è un cercar di vendere malamente salami. Non certo far diventar grande una festa. Ve la immaginate la festa del tartufo di Alba in un discount? Non sarebbe una festa ma un 3x2.
La sempre riuscitissima festa del Torrone non insegna proprio niente?
Ma che centra questa festa con questo blog?
Centra. Mi è capitato di dire a mezza voce "badante! Bisognerebbe cercare una badante". E subito mi son visto accerchiato da un gruppo di donne dell'Est europeo. I cremonesi sono altrove. Questa mattina un pullman rumeno con rimorchio al seguito mi chiedeva strada davanti alla farmacia di Porta Venezia.
Quante straniere ci sono in città a cercare questo lavoro? Le badanti si riconoscono a colpo d'occhio, quasi sempre a gruppetti, con bicicletta al seguito e vestiti appariscenti o molto dismessi.
Più che una festa del salame sembra un mercato con un unico prodotto. Mi chiedo quanto sarebbero costate 5 o 6 orchestrine senza pretese, fatte da studenti che delle volte si ritrovano per piacere in una cantina a strimpellare anche non troppo bene.
Quanto sarebbe valso non regalare un panino ma farlo pagare 50 centesimi o 1 euro (un contributo assaggio per l'allestimento della manifestazione). Io uno dei furbi, lo avrei preso, magari con un bicchierino di birra o uno di gassosa ad altri 50 centesimi. Uno, lo avrebbero mangiato in tanti. Ma qui non c'è niente. Me ne sono andato da Cremona anni fa. Questo è un paesotto di latifondisti che decidono il bello e il brutto tempo di tutto. Fondamentalmente una città morta. Anzichè portare la festa in città per dargli un po' di vita, una fetta va in un ipermercato. Arrivano gli stranieri, c'è la festa del salame in un ipermercato. Cose da matti. Così è un cercar di vendere malamente salami. Non certo far diventar grande una festa. Ve la immaginate la festa del tartufo di Alba in un discount? Non sarebbe una festa ma un 3x2.
La sempre riuscitissima festa del Torrone non insegna proprio niente?
Ma che centra questa festa con questo blog?
Centra. Mi è capitato di dire a mezza voce "badante! Bisognerebbe cercare una badante". E subito mi son visto accerchiato da un gruppo di donne dell'Est europeo. I cremonesi sono altrove. Questa mattina un pullman rumeno con rimorchio al seguito mi chiedeva strada davanti alla farmacia di Porta Venezia.
Quante straniere ci sono in città a cercare questo lavoro? Le badanti si riconoscono a colpo d'occhio, quasi sempre a gruppetti, con bicicletta al seguito e vestiti appariscenti o molto dismessi.
martedì 15 giugno 2010
badante notte e giorno
una badante che lavora notte e giorno andrebbe pagata non più di mezza giornata, ma purtroppo il contratto parla chiaro, la badante è umana e non la si può trattare da vacca da latte e mungerla più volte al giorno.
Il contratto prevede per le badanti conviventi un inquadramento "C" Super (CS) e le ore da lavorare sono umanamente 10, anzi si è tenuti a fare presenza 12 ore, due delle quali però, sono di riposo o di libera uscita per 5 giorni + 4 ore il Sabato. Ci si mette un pò di elasticità, il lavoro è di fiducia, l'assistito è quasi sempre non autosufficiente in qualcosa. Lavorare giorno e notte è stressante e la badante così torchiata può solo dare vino cattivo. Del resto una famiglia normale fatica già a pagare il giorno, figuriamoci se si accolla la spesa di due badanti una di giorno e l'altra di notte. Se di giorno le ore sono 12 sono 12 anche di notte ma lo stipendio lievita di 300 euro mese (più o meno, per la sola assistenza notturna a persona non autosufficiente). Come deve fare una famiglia? Sopprimere badante e assistito, non c'è alternativa.
Quando gli indiani pellerossa sentono le forze mancare e la fine vicina, si cercano un posto adatto per finire dignitosamente la vita ,e si lasciano morire di stenti, per non essere di peso alla famiglia. Gli esquimesi si lasciano morire al freddo, sul ghiaccio quando passa l'orso e se li porta via risparmiano anche sulle spese del funerale, cerini, fiori e annunci sul giornale.
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sabato 12 giugno 2010
badanti, legge stravagante
Prima di sceglierne una ne ho sentite tante. Non ho trovato una extracomunitaria arrivata in Italia con modalità regolamentate. Tutte fuorilegge tutte clandestine. Vuol dire che qualcosa non funziona nel sistema e alimenta mafia, organizzazioni improvvisate da altri clandestini, ma anche e soprattutto tornaconto per tutti. Datori di lavoro, ma anche stato con i suoi mille bolli e organizzazioni (più o meno umanitarie) che ci ruotano attorno. I sindacati (specializzati in carte prodotte dalla burocrazia statale) e quelli che fanno corsi dall'italiano per stranieri (che è un italiano in italiano per bambini delle elementari) ai vari corsi di cucina, e di prima assistenza familiare.
A Cremona a quanto pare basta avere un pò di iniziativa e una piccola attività di copertura e un'attività di "agenzia in nero di lavoro temporaneo" ti piove fra le mani. Se un bar è frequentato da extracomunitari, una badante te la offrono prima di entrare. Più un'attività porta gente ad incontrarsi e più funziona ... a quanto pare. Ci vuole tanto per trovare questo giro? Non credo, basta che uno della polizia si finga figlio di un anziano non autosufficiente. Lo so, una cosa così non la fa nessuno, le carceri sono già piene e mettere tutta questa gente in galera sarebbe più un costo sociale che un beneficio.
La persona che ho trovato viene da un annuncio su un giornale di inserzioni gratuite, ma il suo percorso non credo sia diverso dalle migliaia di persone che popolano il mondo in modo contrario alle leggi vigenti (giusto per parlar tecnico).
Credo che una pessima legge e nessuna legge siano più o meno la stessa cosa. Quella attuale sui flussi degli extracomunitari non mi sembra un granchè e il sottobosco cresce rigoglioso.
martedì 9 marzo 2010
dilettanti allo sbaraglio
Si comincia col sentire amici, conoscenti, parenti e poi più in là. Attento che rubano, ne avevo una violenta, sporcano, rompono, siamo stati fortunati ne abbiamo trovata una brava ... anche se in casa, poi, ci devi andare un po' con il paraocchi. A seconda di chi incontri trovi un giudizio diverso. Normalmente, chi ha accasato il suo peso in un ospizio, non avrà da dispensare che pareri altamente sfavorevoli, un po' di verità e un po' per assoluzione del tiro bieco giocato all'anziano. E' come chiedere un parere a uno che ha comprato un auto usata da un concessionario sconosciuto e poi l'ha rottamata in sei mesi. Le badanti non durano tanto, massimo due anni (statistiche favorevoli), il lavoro è duro più che altro per l'elevato grado di prigionia. Così non va. Si va dalle organizzazioni umanitarie (si cercano anche garanzie): Caritas, Acli, istituti di formazione per assistenti familiari ecc. sperando loro ti consiglino al meglio. Gente di capo speranza. Niente di più sbagliato. Ognuno cerca di piazzare i suoi e della famiglia che ha l'anziano da accudire interessa poco a tutti. C'è gente che magari, con poca passione e professionalità, fa corsi serali per riempire un aula e prendere il contributo regionale. Le badanti si generano e aumentano la loro capacità con il passaparola. Una giungla. Sono stato in un posto, con tanto di effige cattolica, che dava l'impressione delle poste ufficio telegrammi. Si pagava un tot a parola (intendo le sole informazioni, figuriamoci il resto). Le Acli hanno il listino prezzi come al ristorante, alla fine c'è il prezzo dell'amaro e del coperto. Poi bisogna capire anche quanto costa questo servizio. Bisogna capire quanto in regola o quanto in nero.
venerdì 29 gennaio 2010
i soliti quattro Conti
Non intendo (con la "Ci" maiuscola) quattro Conti di rango o nobili, intendo quattro calcoli ignobili ma importanti che ogni famiglia fa, anche se non lo sa. I Conti si fanno e anche i Marchesi, se servono. Se un anziano campa due o tre anni, sono dei cinquantamila Euro che volano come ridere (quando ti raccontano una barzelletta che già sai).
La spesa alla voce "ospizio" è sui millecinquecento Euro mese tutto compreso, il resto lo caccia lo stato (se l'anziano è socialmente supportabile). Devi valutare se tenerti la sua pensione (anziano in casa) o salvaguardarti la tua vita (rogne fuori dalle balle). A quel punto, in famiglia, l'anziano è praticamente insopportabile e a mattatoio assegnato. L'anziano rompe, ha pretese, vuole essere servito e riverito, presenta il conto per una vita, a detta sua, dedicata alla famiglia e crede di riscuotere frutto e capitale. Niente di più sbagliato, mai come in questo caso vale il detto "chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, scurdammuce ù passato" (anche perchè il passato, non è mai solo rose profumi e balocchi ma spesso spine, sangue e ferie passate in ospedale). In quel momento, tutti i nodi vengono al pettine e anche il gel e tutte le tinte fatte male. La retta dell'ospizio non è poca, non è tanta, fai subito un confronto con l'albergo di Cesenatico e te ne fai una ragione, in più, qui non c'è il mare con le sue spese optionals su sabbia e in acqua. L'alternativa più costosa è farsi dare una mano da una badante (dicasi "assistente familiare" che riempie la bocca). L'ospite in nero costa meno (con l'aggiunta di tutti gli spauracchi e le paturnie accessorie che lo stato pubblicizza perchè ciò non accada), ma se lo si regolarizza, con i suoi bei quasi 900 Euro mensili, più altri 200 e passa Euro di contributi costa di più. C'è la tredicesima e il TFR da considerare. C'è la stanza da riservare (o almeno un angolo sotto il lavello) per questa nuova persona, che entra sempre in famiglia come una spina nel fianco. Hai già un problema, l'anziano, da quel momento meglio considerarne due (di problemi intendo). Di lei non si sa nulla e porta con se un sacco di dubbi, il primo è: "ruba?", e se manterrà in salute il tuo anziano è secondario, del resto la prendi per risparmiare. La badante mangia, porca miseria come mangia! La badante viene da una situazione peggiore (altrimenti mica si barricherebbe in casa tua) e quindi penserà di essere finalmente entrata in una famiglia ricca, con tutto quel che ne consegue. Duemila Euro (tutto compreso) al mese non bastano, non bastano proprio. Mangia la badante, mangia l'anziano e le cure, i medicinali e gli ausili ed ecc. e via col vento che ce n'è sempre una. Millecinquecento per dodici, contro duemila per dodici e ti trovi con seimila Euro in più che ballano. Vince l'appalto l'ospizio, è schiacciante. Se vuoi, puoi rifare i conti. Ci puoi mettere dentro cinquecento Euro mese di ricordi e affetti pregressi, tanto per gratificarti il livello di coscenzioso parente stretto, però la cosa migliore è metterci dentro un altro anziano, magari mite, sano, inoffensivo, autosufficiente. Ecco che allora, con un cento o duecento Euro in più i conti tornano e pareggia la soluzione in famiglia con "solo" (si fa per dire) qualche grattacapo in più. In famiglia si sommano le spese e si moltiplicano i problemi.
La spesa alla voce "ospizio" è sui millecinquecento Euro mese tutto compreso, il resto lo caccia lo stato (se l'anziano è socialmente supportabile). Devi valutare se tenerti la sua pensione (anziano in casa) o salvaguardarti la tua vita (rogne fuori dalle balle). A quel punto, in famiglia, l'anziano è praticamente insopportabile e a mattatoio assegnato. L'anziano rompe, ha pretese, vuole essere servito e riverito, presenta il conto per una vita, a detta sua, dedicata alla famiglia e crede di riscuotere frutto e capitale. Niente di più sbagliato, mai come in questo caso vale il detto "chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, scurdammuce ù passato" (anche perchè il passato, non è mai solo rose profumi e balocchi ma spesso spine, sangue e ferie passate in ospedale). In quel momento, tutti i nodi vengono al pettine e anche il gel e tutte le tinte fatte male. La retta dell'ospizio non è poca, non è tanta, fai subito un confronto con l'albergo di Cesenatico e te ne fai una ragione, in più, qui non c'è il mare con le sue spese optionals su sabbia e in acqua. L'alternativa più costosa è farsi dare una mano da una badante (dicasi "assistente familiare" che riempie la bocca). L'ospite in nero costa meno (con l'aggiunta di tutti gli spauracchi e le paturnie accessorie che lo stato pubblicizza perchè ciò non accada), ma se lo si regolarizza, con i suoi bei quasi 900 Euro mensili, più altri 200 e passa Euro di contributi costa di più. C'è la tredicesima e il TFR da considerare. C'è la stanza da riservare (o almeno un angolo sotto il lavello) per questa nuova persona, che entra sempre in famiglia come una spina nel fianco. Hai già un problema, l'anziano, da quel momento meglio considerarne due (di problemi intendo). Di lei non si sa nulla e porta con se un sacco di dubbi, il primo è: "ruba?", e se manterrà in salute il tuo anziano è secondario, del resto la prendi per risparmiare. La badante mangia, porca miseria come mangia! La badante viene da una situazione peggiore (altrimenti mica si barricherebbe in casa tua) e quindi penserà di essere finalmente entrata in una famiglia ricca, con tutto quel che ne consegue. Duemila Euro (tutto compreso) al mese non bastano, non bastano proprio. Mangia la badante, mangia l'anziano e le cure, i medicinali e gli ausili ed ecc. e via col vento che ce n'è sempre una. Millecinquecento per dodici, contro duemila per dodici e ti trovi con seimila Euro in più che ballano. Vince l'appalto l'ospizio, è schiacciante. Se vuoi, puoi rifare i conti. Ci puoi mettere dentro cinquecento Euro mese di ricordi e affetti pregressi, tanto per gratificarti il livello di coscenzioso parente stretto, però la cosa migliore è metterci dentro un altro anziano, magari mite, sano, inoffensivo, autosufficiente. Ecco che allora, con un cento o duecento Euro in più i conti tornano e pareggia la soluzione in famiglia con "solo" (si fa per dire) qualche grattacapo in più. In famiglia si sommano le spese e si moltiplicano i problemi.
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giovedì 28 gennaio 2010
Anziano a chi?
Un anziano, anche autosufficiente, da solo, è un problema, anzi un potenziale problema, figuriamoci se non è autosufficiente. All'inizio e sino al momento di rottura (in tutti i sensi) lo si tiene in famiglia, lo si segue, ma poi diventa come un cane a Ferragosto e si vorrebbe abbandonarlo in autostrada ma non si può (scatta l'abbandono di incapace e sono anni di galera). Si può farlo star male e rifilarlo un pò di tempo ad un ospedale e poi ad una struttura riabilitativa, sperando lo dirottino poi d'ufficio in una casa per anziani, comunque si chiami questo posto resta sempre un magazzino premortis, dall'ospizio non si esce più. E' quasi come metterlo al cimitero ma da vivo, lo si versa in caparra al creatore in attesa venga a riprenderselo. Praticamente lo si conserva in frigorifero prima che la morte se lo mangi definitivamente. Un anziano rompe su tutto. Oggi le distrazioni sono veloci e infinite come il web, non si può legarsi al piede una palla di piombo come un anziano, diventa difficile anche andare dal tabaccaio, figuriamoci al cinema o in pizzeria. Bisogna piazzarlo. Se l'anziano va in "graduatoria", prima o poi, una casa di riposo ha un letto liberato da un morto da riempire subito con carne vecchia. Là (all'ospizio) sanno che nessuno andrà mai a reclamare un disservizio. Se l'anziano va li è perchè a casa da fastidio e magari da fastidio (da vivo) anche all'ospizio, perchè ha qualche risparmio in giro, da godere fin che si è giovani (intendo gli eredi).
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