giovedì 2 dicembre 2010

Gli anziani sono come i bambini, devono tornare a sognare.

Un bambino non ha bisogno di un grande gioco elettronico che faccia tutto da solo e gli lasci solo il compito di guardare. Occorre un gioco povero, attorno al quale il bambino possa metterci del suo per inventare e sognare.
La stessa cosa accade agli anziani lasciati a guardare il televisore. Spesso lo guardano meglio se è spento. Spesso i programmi sono difficili da seguire, complicati, noiosi, servono cose immediate e semplici. Spesso diventa più facile fissare la lucina che indica lo stand by del televisore.
Questa sera ho portato a casa delle lucine intermittenti da albero di Natale. Non avevo voglia mettermi ad addobbare un vero albero che nemmeno saprei dove mettere, così le ho messe attorno al buffet (il mobile). I miei vecchi hanno smesso di guardare in silenzio la tele e si sono messi a guardare le lucine e a commentare. Chissà se con la mente sono tornati col pensiero a Santa Lucia con l'asinello, che da queste parti porta i regali ai bambini (che non giocano ancora al superenalotto) già il 13 di Dicembre?

3 commenti:

  1. Bella idea quella delle lucine sul mobile. Non mi è mai piaciuto paragonare i vecchi ai bambini, perché questo poi giustifica certi atteggiamenti verso gli anziani che sono fondamentalmente privi di rispetto, nascosti dietro lo stesso atteggiamento di sufficienza e di compatimento che si usa verso i bambini. Sbagliato anche questo.

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  2. purtroppo stiamo invecchiando tutti. Hai ragione quando dici che poi questo paragone coi bambini, provoca atteggiamenti privi di rispetto e ricchi di commiserazione, ma se non ci prenderà l'Alzheimer, una moderata demenza senile ci coglierà impreparati. In riabilitazione, mio padre aveva tutte le mattine una persona che gli insegnava la cura della persona. Cura che un po' aveva dimenticato con la degenza in ospedale abbastanza lunga e impegnativa. Quando mio padre tornò a casa, non si ricordava esattamente dove c'erano gli interruttori e dove si accedeva attraversando certe porte. Forse la testa non ha più nemmeno voglia di ricordare e di fare. Mi sembrava di dover insegnare a un bambino l'abbecedario. Io ho avuto il problema inverso, prima non accettavo di vederlo così (fin dei conti dopo solo 4 mesi di ospedale e riabilitazione) e mi arrabbiavo con lui che conoscevo in gamba e creativo. Poi me ne sono fatta una ragione e ne abbiamo guadagnato entrambi e lui adesso ha ripreso a fare tante cose che inizialmente non si ricordava più come fare.

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  3. Un anziano è stanco e dopo aver servito gli altri tutta la vita, vuole, per diritto, che qualcuno lo serva. Illudersi è umano.
    Anna (Forlì)

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