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sabato 26 ottobre 2013

che mansioni ha una badante?

Non ci sono mansioni specifiche, ogni assistito ha le sue esigenze e anche ogni famiglia e ogni casa hanno esigenze proprie e diverse da qualsiasi altra situazione. Il contratto nazionale è ovviamente generico e al massimo (ore a parte) fa distinzione solo tra autosufficienti e non autosufficienti. Secondo me non bisognerebbe pensare ad una badante come ad una persona che sa e può risolvere tutti i problemi. la famiglia diventa datore di lavoro e deve conoscere bene il lavoro da fare per poi trasferirlo a parole e in pratica al dipendente badante. Spesso una donna sceglie il lavoro di badante perchè, non trovando di meglio, è quello apparentemente più semplice da fare. Fin dei conti si tratta solo di fare la donna di casa. Farlo è semplice quando sono tutti autosufficienti, equilibrati e sani di mente, diversamente tutto diventa più complicato e complesso da fare. Occorre che la famiglia che si appresta ad avere una badante, sappia bene cosa e come fare per risolvere la propria condizione. Personalmente uso un "libro casa" dove ho messo dove abitiamo (indispensabile per dare indicazioni ad un medico), i numeri di telefono utili, quali farmaci utilizzare e a che ora somministrarli. Cosa fare in caso di problemi. Il menù da cucinare settimanalmente. Soprattutto ho scritto come si deve svolgere la giornata. A che ora alzarsi, quando mangiare, cosa e quando pulire. Ci sono tutte le sequenze delle operazioni da fare ogni giorno e anche gli esercizi fisici da fare. Ognuno scelga quello che serve a se e alla propria famiglia. In fase di assunzione non si abbia timore a presentare la situazione reale della propria famiglia e di ciò che ha bisogno (magari per spuntare un prezzo più basso all'assunzione). Badanti in cerca di lavoro ce ne sono tante e presentare una situazione diversa, il giorno dopo l'assunzione, creerà solo malcontento e dissapori che si rivolteranno poi contro la famiglia e l'assistito e creeranno depressione nella badante convinta di essere vittima di un raggiro.

domenica 10 marzo 2013

Contratto badanti e famiglie

Questo è un lavoro strano. Questo è un offrire un lavoro strano. Cioè, il lavoro è chiaro, essere la protesi umana della quale un anziano ha bisogno per sentirsi autonomo a casa propria.
Un anziano non più autonomo (incapace e da solo), chiede ad una persona un aiuto in varia misura, per poter vivere senza altre persone in casa propria. Una badante dovrebbe essere, nei desideri di una famiglia e di un assistito, un robot che funziona a comando. Si preme un bottone e la badante esegue, così però non è, e così non può essere. La badante, prima di incontrare la famiglia che gli da un lavoro, aveva comunque una vita propria, usanze, affetti, idee politiche, religione, rituali che non può cancellare per un lavoro. Questo, è spesso un ripiego, per molte donne con famiglie in patria con difficoltà, che magari non hanno un lavoro in patria o pur avendolo non è sufficientemente pagato o comunque è meno pagato di un lavoro da badante in Italia. Per altre è l'unico modo per vivere perchè tornare indietro sarebbe impossibile.
Perchè le famiglie non capiscono le badanti e viceversa? Ovvio, il lavoro di badante non esiste.
Una badante o comunque una persona che si definisce tale, predilige per esempio fare le pulizie, oppure cucinare, magari cucire, fare la dama di compagnia o l'infermiera, ma quasi mai, tutte queste cose insieme. Tutte queste cose insieme sono una badante che poi dovrebbe anche essere premurosa ed amorevole, magari con un assistito con l'Alzheimer. La badante ideale dovrebbe anche essere attenta alla salute dell'assistito e in grado di valutare, magari, in un anziano che non parla o non sa effettivamente se sta bene o sta male, quando è necessario interrompere una terapia o capire quali sintomi presenta, chiamare il medico o l'ambulanza.
La badante che fa tutto questo non esiste. La badante deve essere pensata come un aiuto alla famiglia, ma mai una persona che si sostituisce a chi in famiglia deve avere presente lo stato dell'anziano. Il caregiver è sempre uno della famiglia e mai la badante o un'infermiera.
C'è un contratto che cerca di regolamentare tutte queste responsabilità e queste attività, ma chi lo ha firmato?
Sindacati, di inquilini, proprietari di casa, imprenditori rumeni e filippini, associazioni artigiani, lavoratori autonomi ecc.
Non esiste una confederazione delle famiglie con un assistito da seguire. Non esiste una confederazione degli anziani. Ci sono surrogati o presumibili interessati a questo ruolo, ma nessuno che conosca o che voglia conoscere i problemi delle famiglie.
Fare la badante è considerato un lavoro come tutti gli altri ma non è proprio così. L'anziano non è una produzione ad ore e dopo 8 ore non si spegne e non chiude il Sabato e la Domenica. Del resto i costi per avere oggi due badanti è proibitivo. Eppure un anziano in ospizio costerebbe molto di più alla comunità.
Occorrerebbe almeno riconoscere come lavoro con tutte le previdenze  necessarie anche a chi in famiglia si prende cura degli anziani. La badante non potrà mai essere uno della famiglia ed è giusto che sia così.

P.S.
Il contratto scaricabile si trova sul sito INPS (clicca qui)

giovedì 15 novembre 2012

Le associazioni di volontariato

Delle volte sono più utili delle badanti stesse. Spesso di volontariato c'è poco o comunque c'è la dedizione dei volontari, ma le spese ci sono, e anche queste associazioni, per vivere, hanno bisogno di fondi e non riuscirebbero gratis a sostituirsi in tutto allo stato. Si paga tutto se si vuole ricevere e dare una mano, se si vuole essere utenti e volontari stessi di queste associazioni, facendo offerte, dando il 5xmille, in cambio però si ottiene sostegno che sarebbe difficile trovare a pari prezzo da altre parti. C'è aiuto concreto, e spesso l'esperienza acquisita su più situazioni diverse, che aiuta soprattutto nella gestione di una persona (la/il badante), che viene in casa nostra, nella nostra privacy, a dare assistenza ad un anziano.
Le badanti, secondo me, si dividono in due categorie:
Quelle che veramente vogliono fare la badante e hanno anche una sensibilità e la pazienza per farlo. Non hanno idee impossibili da realizzare ma vogliono fare la badante perchè contano su quello stipendio. Sognano poco e si rendono conto della situazione che sta attorno a loro.
Poi c'è la maggioranza delle persone che hanno sentito che in Italia c'è lavoro e si sta bene, sognano l'Eldorado, hanno saputo che si può guadagnare bene (magari da organizzazioni poco pulite che hanno tutto l'interesse a riscuotere e a portarle qui), molte sono state imbrogliate sia da connazionali sia da loro compari italiani. Sono persone che sono qui ma profondamente insoddisfatte ancor prima di iniziare. Sanno che mal che vada, si può vivere iniziando con situazioni dove c'è vitto e alloggio gratis e ti pagano solo per tener compagnia per un po' di ore al giorno ad un anziano.
Fra queste persone ci sono quelle che pensano basti pulire, altre che credono serva una cuoca, ci sono quelle che credono di poter passare tutta la giornata ai giardinetti, altre che se ne stanno sempre in camera loro, ma offrono la loro sola disponibilità a chiamarci o chiamare l'ambulanza quando serve.
All'estero non c'è un'esatta percezione di cosa sia questo lavoro molto italiano, ed è bene mettere in chiaro subito le mansioni senza rimandare nulla al dopo, e soprattutto scrivendo una lettera d'assunzione, dove si specifichino dettagliatamente le mansioni, i doveri e i diritti riconosciuti, le ferie, la mezza giornata di riposo, le due ore libere giornaliere, i giorni di festa e le ore di lavoro e come svolgerle. Spesso col passaparola le badanti percepiscono che loro non sono dipendenti, ma sorveglianti speciali degli anziani, per tenerli "in riga", con pari diritti se non superiori ai parenti stessi che le hanno assunte.
Le associazioni di volontariato, offrono spesso solidarietà a badanti e anziani, operano perchè le badanti imparino la lingua, imparino a dare assistenza si integrino.
Io non sono molto convinto che una badante ci tenga troppo ad integrarsi, ma imparare bene a parlare leggere e scrivere, e magari imparare qualche parola del dialetto locale, non guasta mai.
Manca sempre quello che nessuno riesce a fare e se lo devono fare le famiglie.
Spiegare a queste possibili badanti, che il lavoro non è quello che hanno sentito da loro amiche, ma è quello che serve in una casa, cioè il supporto ad un anziano che prima gestiva la sua casa e adesso ha bisogno di un aiuto (non di un gendarme) per farlo in ugual misura e per questo aiuto si ripromette di pagare.
La badante deve dare quel che l'anziano chiede e necessita, ma anche guidare l'anziano e frenare quando questo chiedere nuoce all'anziano.

venerdì 7 gennaio 2011

Il contratto della badante

Ma cosa deve veramente fare una badante?
Mi chiedo se un operaio o un impiegato che va in Fiat o in Enel o Eni (o qualsiasi altra grande azienda) si ponga questa domanda all'inizio o provi euforia da assunzione.
Cosa deve fare e cosa non deve fare, cosa prevede il contratto. Che mansioni? Quando deve intervenire e come?
Il contratto parla di paghe, di paga oraria, di ferie, di malattia, di assunzione e di licenziamento, ma non può parlare di tutto quello che va sotto la voce accordi personali a seconda delle necessità.
Ogni datore di lavoro pattuisce con la badante che assume, le regole del lavoro e quali lavori, le medicine da dare, quali, quanti, quando si mangia e che cosa (riferito alla persona da assistere). La badante è una persona che soprattutto bada alla persona e al suo ambiente. Non ci possono essere regole del tipo, lavo le tende, ma non i piatti oppure, aiuto a vestire ma non aiuto nella doccia o non cambio i pannoloni.
Il contratto bada alle condizioni generali, tutto il resto, ovviamente riferito a persona e ambiente utile alla sua vita vivibile è accordo privato fra le parti. Anche la badante più esperta dovrà comunque attenersi alle regole del suo datore di lavoro che la paga e ogni datore di lavoro, se vorrà stare nel giusto, dovrà rispettare poi le linee guida del contratto in tema di ferie, paga oraria, permessi, corsi di aggiornamento, malattia ecc. ecc.

sabato 20 novembre 2010

Mansionario badanti. Cosa deve fare una badante.

Non c'è una regola fissa. Il datore di lavoro assume un dipendente perchè ha la necessità di sbrigare giornalmente un lavoro. Il dipendente, d'altro canto, ha la necessità di ricevere quotidianamente una paga.
Quando le due parti si incontrano, propongono le rispettive esigenze e necessità e se domanda e offerta trovano un punto di contatto c'è assunzione e contratto. Meglio mettere in chiaro subito, da entrambe le parti, le rispettive problematiche non lasciando nulla al dopo. A contratto fatto nascono solo dissapori, perchè un dipendente non vuole fare una certa cosa e il datore di lavoro vorrebbe magari pagare meno o la stessa cifra per un numero di ore lavoro superiori.
La badante si occupa essenzialmente della cura della persona che gli è data in affidamento. Solitamente per le badanti conviventi, l'assistito è anche non autosufficiente, quindi va seguito tutta la giornata per permettergli di fare le cose che prima faceva e ora non riesce più a fare. Ovviamente la badante è tenuta a sbrigare  il minimo di faccende domestiche che consentano alla casa di essere in ordine e vivibile dall'assistito. Vale lo stesso discorso per la preparazione dei pasti, e la stiratura delle cose dell'assistito. E' bene definire subito compiti e mansioni in modo preciso. Ci saranno ore dedicate al riposo e ai pasti che dovranno essere preparati secondo criteri utili all'assistito. Ci saranno medicine ed eventualmente controlli da fare sull'assistito, febbre, pressione ecc. ci saranno pannoloni da mettere o altri ausili. Non sono operazioni obbligatorie per nessuno. Ovviamente tra una badante che non sa misurare la febbre e una che lo saprà fare, il datore di lavoro opterà per l'assunzione di quella più preparata e più disponibile.
Molto importante e non da sottovalutare è che la badante comprenda bene e legga e scriva l'italiano. In caso di malore, spiegare al personale del 118 la situazione sarà meno complesso. La badante deve avere ben chiaro dove lavora (via, città numero civico, numero di telefono). In caso di richiesta di ambulanza deve sapere dare indicazioni precise. Deve aver ben chiaro chi è l'unico referente da chiamare in caso di problemi di qualsiasi natura. Con un non autosufficiente, la casa cambia un po' fisionomia. Bisogna eliminare il più possibile barriere architettoniche, potrebbe servire un letto con sbarre, un montascale, una mini palestra per tenere attivo corpo e mente. Occorre avere un posto dove lasciare le mansioni della settimana, Il menu settimanale, i valori di pressione e anche se sembra di poca importanza, la regolarità nell'andare al gabinetto va tenuta sotto controllo. Quello è l'unico metro di misura che l'anziano ha del suo stato di salute.