La badante straniera ha un costo aggiunto che non si vede. E' caricato a tempo, scoppia anche dopo sei mesi dal licenziamento. Con straniera intendo extracomunitaria. Se la badante, dopo aver lasciato il posto di lavoro, non trova un nuovo impiego diventa clandestina e quindi deve tornarsene in patria, a questo punto i costi di rimpatrio sono a carico del vecchio datore di lavoro. Quel vecchietto non autosufficiente che nel frattempo, magari è anche morto, deve farsi carico delle spese del volo aereo di rientro. La badante mangia, si scalda e si lava in casa e quindi consuma. Il malandato assistito, mangia, si scalda, si lava e si veste in casa e quindi consuma (più eventuali visite sanitarie mirate a domicilio in mancanza di un supporto medico specialistico adeguato). Tutto costa, dalla location (la residenza sanitaria che ha trasformato la sua vecchia dimora in un centro per l'anziano) alla tassa per i rifiuti. Seguono acqua, luce, gas, telefono per controllare con Skype cosa succede in casa. Le spese non finiscono mai, più eventuali appropriamenti indebiti della ospite assistente per l'anziano a domicilio. Un po' alla volta la badante prende possesso della conduzione della casa diventandone un governo integrante. 14 mila Euro all'anno sono scritti sulle carte ma sono una mera illusione. Non dimentichiamoci poi della botta finale, il TFR. Una mensilità annua accantonata, nelle tasche del non autosufficiente sempre meno finanziariamente autosufficiente. Bancarotta predesignata. Grazie Stato di aver tassato anche la non autosufficienza. Questo è accanimento antiterapeutico