martedì 30 novembre 2010

corsi e albo badanti, non risolvono il problema

Vostro onore mi oppongo!!!
Quando uno stato eroga soldi in corsi per badanti, alimenta solo se stesso e butta i soldi in un pozzo senza fondo. I soldi devono andare alle famiglie, non ad associazioni che confezionano corsi desueti e fantasiosi. Le famiglie, tenendosi in casa il loro anziano, evitano di farne gravare le spese sull'ente (Regione) che eroga denaro alle RSA.

La badante che lavora da mio padre ha fatto 160 ore di corso dopo neanche tre mesi di lavoro, (ore che io ho dato in permessi di "studio" retribuiti). Ci sono state ore esterne di turismo in ospizi, ha avuto la lezione dalla sindacalista, dal medico generico, dal geriatra, dal sociologo e da chissà chi altro. L'unica cosa che interessava a chi faceva il corso era la firma delle future badanti sul foglio di presenze. Per sentito dire, 900 euro dati ai "professori" anche per poche ore di lezione. Una badante, per ricevere la stessa cifra fa minimo 250 ore di lavoro attivo. Amici degli amici che si dividono la torta. Le badanti si incontravano, per scambiarsi fra di loro opinioni, che avrebbero potuto benissimo scambiarsi ai giardinetti. Frequentavano il corso nella speranza di trovare un lavoro. La pergamena a fine corso era a pagamento. Adesso ho tentato anch'io di iscrivermi ad un corso, con attestato e misuratore di pressione in dotazione a fine corso (chissà perchè non il mestolo del minestrone). 16 ore totali di corso. 16 ore per trasformare un'affamata extracomunitaria in assistente familiare di prim'ordine, pronta per essere iscritta negli elenchi dei Centri Per l'Impiego. Sembra di andare in un'officina di revisione auto, se si capita dall'elettrauto, questi cambia tutti i fari e le lampadine per omologare l'auto, se si va da un revisore con annessa officina meccanica allora minimo bisogna cambiare le pastiglie dei freni anche se sono nuove. Ognuno, pur in presenza dello stesso autoveicolo, cambia quel che ha da vendere.
Il lavoro di badante, deve prima essere imparato dalla famiglia, poi, ma poi, ma poi poi poi, potrà essere oggetto di albo e di corsi per badanti. Il lavoro di badante è un lavoro da apprendista che si impara solo se all'interno della casa se c'è un sostegno e una guida adeguata. Il lavoro di badante è talmente usurante (in certe situazioni) che non può essere portato in esperienza ad una improbabile nuova assunzione. Dura pochi anni al massimo. Se non si capisce questa situazione, vuol dire che si vive nel mondo delle soubrettes e delle paillettes.
A fronte di uno stipendio di 885 euro, neanche netti, una badante, dovrebbe fare 10 ore al giorno di lavoro far da mangiare, pulire la casa, pulire la persona, e poi saper fare anche il massaggio cardiaco? Mio nonno se fosse in vita direbbe "ma qui siamo tutti ciucchi, e chi ha bevuto meno si è fatto la damigiana da 35".
Come è possibile che qualcuno immagini equo un tale impegno? Il denaro va dato alla famiglia perchè possa integrare lo stipendio alla badante e a questa non venga voglia di picchiare l'anziano e rubare i gioielli di famiglia. E' un lavoro duro è se lo stato ci deve essere, qualcuno aiuti la famiglia a scegliere la badante, non fare albi anonimi, che potrebbero benissimo essere ripresi dalla Panini per farne figurine ... la realtà che ne esce a  fine corso.

lunedì 29 novembre 2010

Cosi per badanti, caos e terra di conquista

Ci giro da un po' e comincia a sorgermi un sospetto. Dove le organizzazioni faticano a reperire fondi per il loro sostentamento (stato, regioni, province e comuni ne erogano sempre meno) si inventano corsi. Le badanti (anzi parlando di corsi, diamo a Cesare quel che è di Cesare e  a Maria quel che è di Maria, chiamiamole con il loro nome tecnico "assistenti famigliari") sono uno dei lavori più richiesti in Italia. Non ci sono annunci sui paginoni centrali dei grandi giornali nazionali a fianco di Responsabile bestiale in risorse umane, specialista in gestione e digestione EDP, Direttore Marketing con furgone, o Amministratore con delega al salvadanaio, perchè tutto è sommerso e quel che emerge lo si fa sparire subito. Una famiglia fatica a rivolgersi ad un'agenzia interinale, costa già troppo la badante in nero, figuriamoci un'agenzia. La famiglia non ha elementi per selezionare. La famiglia non sa nemmeno quali possano essere le reali mansioni di una badante. In un rapporto di lavoro "normale" il datore di lavoro è considerata parte forte e il lavoratore è da sempre parte debole. Qui si va nella terra di nessuno, nelle selve oscure del caporalato, nelle terre di mezzo piene di giganti e di folletti, negrieri, schiavisti e autoritarie sado domatrici di anziani bradipi. C'è di tutto. Una buona badante, è buona in un posto, ladra in un altro e schiava in un altro ancora. Presentarsi in un centro per l'impiego con un attestato o non, è praticamente la stessa cosa (anche se così non dovrebbe essere). Sembra un disarmante sportello per l'immigrazione, ti senti frustrato da lontano, solo a vederci la calca che c'è di fuori. Ci vai e provi disagio. Uffici, ancora uffici, ancora code, ancora numerini, turni, ancora impiegate con il ciclo in fase piena. Basta! E' come andarci con un corso da saldatori preso per corrispondenza. Oggi sembra di essere all'inizio del secondo millennio, quando qualsiasi cosa si presentasse in Borsa con un "punto com", "punto it", o "punto net", era da considerare sempre un buon affare in prospettiva. Oggi, tutti i corsi, per avere quel minimo di iscrizioni, devono contenere la dicitura "per badante". Ci sono , corsi di dialetto per badanti, corso di cucito per badanti, corso d'italiano per badanti, corso di guida per badanti con pulmino, corso di psicologia per badanti, corso di passeggio e attività ricreative per badanti, corsi di cucina italiana per badanti ... tutto fa brodo, purchè il pollo sia badante. I corsi sembrano gratis ma per avere l'attestato paghi le spese di cancelleria. Ma quanto cancellano per costare così tanto? Finito il corso (in 15 ore ti fanno anche badante esperta coi gradi di incantatrice di serpenti) si va al centro per l'impiego di zona e ci si iscrive. La famiglia andrà li a cercare una badante? Nella burocrazia del non so e del ripassi domani? O cercherà su un giornale di annunci gratuiti come ho fatto io e poi insegnerà alla badante come trattare il proprio vecchio conoscendolo meglio di chiunque altro? Aahhh!!! Povera famiglia. Aaaahhh!!! Povero vecchio. Basta corsi per badanti, facciamo corsi alle famiglie ... inutile che mi sgoli, tanto non capiscono. Mi sono iscritto a un corso per badanti e li frego. Faccio tutto il corso e rinuncio all'attestato (tanto cosa potrei farmene???) io sono caregiver di famiglia mica apprendista stregona.

Tredicesima, Natale tasse e badanti clandestine

Arriva Dicembre, la neve, i suoi colori e le sue luminarie. le città sono sempre meno affollate, anche se resistono le feste del salame, del torrone e dei bolliti misti nelle piazze ghiacciate. Feste quasi d'altri tempi. La voce da padrone la fanno i supermercati, con i loro addobbi illuminanti, e le loro feste dell'anniversario, paghi uno e prendi tutto, compreso il set spugne per ospite in omaggio. I supermercati hanno dentro tutto, minimo una clinica veterinaria, la farmacia e qui da noi ci sono anche i poliambulatori con medici rinomati ... fanno concorrenza sempre più agli ospedali che dentro hanno boutique di gran classe e discoutn aggressivi.
I vecchi pensionati prendono la loro bella tredicesima e comprano le caramelle e il carbone dolce ai nipoti per Santa Lucia (qui i regali li porta lei) e poi il torrone a Natale, e la mostarda a capodanno. Un po' in disuso il capitone (se ne vede sempre meno in giro, non credo sverni da altre parti o sia una specie in via d'estinzione) del resto la tradizione a 50 euro al chilo la perdi in fretta, meglio il tre per due sui panettoni invenduti. Con 3 euro fai tutte le feste e pucci nel latte sino a San Biagio. Le tredicesime però, poi, almeno qualche giorno prima di Natale, bisogna girarle alle badanti. Sono lavoratrici e ne hanno ben diritto. Col nuovo anno, verseranno (entro Giugno) allo stato, questi soldi in tasse. Un giro vizioso dove l'Inps, dopo aver illuso tutti, gira i soldi all'agenzia delle entrate (quelli delle tasse).
Una  badante convivente con un assistito non autosufficiente prende circa 11700 euro l'anno. Sui primi 8000 euro non paga, ma sui 3700 euro restanti, paga il 23%. Torna allo stato, quella tredicesima da 850 euro che le aveva girato il vecchio.
Natale sarà passato, e con lui anche l'illusione di aver potuto spendere quei soldi.
L'unico regalo possibile da farsi e portarsi in Italia la figlia o l'amica del cuore, assumendola come badante, senza fargli fare un giorno nei serragli per clandestini ... flussi permettendo.

sabato 27 novembre 2010

Il vecchio e la cura

Sono stato all'ospedale San Raffaele di Milano. Un'istituzione, è uno dei meglio attrezzati d'Italia, medici tutti giovani, selezionati. Si pensi che nella sede di Milano-Segrate, gli interventi di oculistica sono tutti a pagamento, tanta gente ci va, e le visite con il servizio sanitario nazionale sono decentrate in ambulatori esterni al nucleo dell'ospedale. C'è la ricerca, c'è l'università di medicina con varie specializzazioni, si arriva anche ai master in marketing (o qualcosa del genere mi pare), l'albergo, i negozi, le boutique, il supermercato, tutto nei sotterranei a fianco all'immenso parcheggio sotto terra, il trenino navetta innovativo (elettrico, a fune, senza conducente per 682 metri di percorrenza). Una città nell'ospedale. Manca solo lo zoo (c'era, ma è stato tolto per far posto alla nuova sede dell'università) il luna park (è all'idroscalo, appena dietro) e un casinò (a San Vincent neanche due ore di macchina per 170 chilometri) dimenticavo il mare (meno di 2 ore di macchina sempre per 170 chilometri a Genova), L'aeroporto di Linate è appena dietro e le montagne e i laghi della Brianza appena davanti. Mediaset è di fianco. C'è tutto quello che si possa umanamente desiderare, metropolitana, tangenziale, eliporto, il Teatro alla Scala e il Duomo a 10 minuti di metrò. Due giorni fa ero lì, ambulatorio di otorino, settore B, piano meno uno, stanza 18.
Visita di controllo. Entrano con l'endoscopio nel naso (un chirurgo non si fa tanti riguardi, sono cartilagini che criccano) e me lo puliscono sulla lingua. La seconda volta che il novizio lo fa (prendono solo i migliori dalla loro università), chiedo se riesca anche a fare di peggio. Mi dice che fanno così in tutto il mondo. Deve averlo sentito anche il direttore (?) dell'ambulatorio (così si qualifica)  entrando infuriato. Mi chiede con tono minaccioso da signorina Rottermaier "dove crede vada a finire il muco che ha nel suo naso?". Puntualizzo che va in gola (un otorino lo sa di sicuro, ma meglio fargli sapere che lo so anch'io) ma non in bocca, sulla lingua, con quel sapore schifosamente salaticcio. Caspiterinabella, se lì, trovano naturale questa pratica, sicuramente si mettono le dita nel naso e poi leccano di gusto. Non ho stretto la mano (come è mia consuetudine ) a nessuno.
Devo anche ammettere che era un giorno di particolare trambusto, erano già agitati  con altri pazienti, prima che entrassi (di solito sono abbastanza puntuali ma quel giorno erano in ritardo di una bell'ora, prima casini col sistema informatico in aggiornamento, poi bambini che urlano). Se succede questo al grande San Raffaele, cosa potrebbe succedere ad un vecchio che finisce in un ospizio di periferia? Fortuna che quello non mi stava facendo una colonscopia ... non voglio pensare a cosa lì sappiano di colon che succede in tutto il mondo.

venerdì 26 novembre 2010

mi iscrivo a un corso per badanti

A Como organizzano un corso per badanti. L'ha letto un mio amico sul giornale. Bisogna rivolgersi a un centro per l'impiego.
Ho telefonato, alzano la cornetta e ficcano giù, questa deve essere l'efficienza auspicata da Brunetta. Risposte date in tempo record senza sapere nemmeno la domanda. Riprovo in una sede in provincia. Qui sono meno nervosi, mi mettono in attesa, dopo un 10 minuti mi danno tutte le informazioni del caso, testualmente le scrivo:
"E' una novità anche per noi, venga qui con i suoi documenti e vediamo"
Credo di farmi domande lecite.
1) pensano che io abbia il programma del corso?
2) penseranno di propormi di fare l'insegnante?
3) vorranno vedere da me italiano il permesso di soggiorno?
Certi uffici sono un po' a senso unico. Se partono la mattina a chiedere permessi di soggiorno, e gli capita un italiano, sarebbero capaci di chiedere in questura se debbano trasferire il soggetto (privo delle dovute autorizzazioni) alle isole Cayman come disoccupato in nero, in attesa di ricevere istruzioni dalla Farnesina sul come farlo poi rientrare con un condono sullo scudo del codice fiscale
Gli uffici pubblici ne sanno sempre una più del diavolo, pur di lasciarti in ammollo un utente.
Voglio vedere come è un corso per badanti.
Dovrei saperlo, la ragazza che lavora da mio padre lo ha già fatto, poi gli copio i compiti a casa così mi promuovono di certo.
Poi dicono non facciamo di tutta l'Erba un fascio .. e cosa ci dovremmo fare? ... canne?
E intanto questi prendono soldi dalle regioni e fanno lavorare "docenti".
Le badanti poi possono sempre fare altri corsi, vertenze e ricorsi. Sarò l'unico uomo in mezzo a donne? Vedremo come va.
Qui fa freddo sempre più freddo, la temperatura continua a scendere come nei vecchi che perdono aree di caldo un po' alla volta.

domenica 21 novembre 2010

Badante 54 ore convivente

Lo so perchè sono stato badante anch'io a tempo pieno. Lo so perchè per tanti anni ho fatto ufficio reclami di una multinazionale, che già di suo è un bello stress, come il parafulmine che si prende tutti gli accidenti, per "amore" dell'intera casa. Fare la badante convivente è uno dei lavori psicologicamente più usuranti. Si è soggetti a mobbing in continuazione. Sono stato un anno, a tempo pieno 24 su 24, badante di mio padre e mia madre. C'è da morire. Oggi ho un cambio, non riuscirei da solo. Una badante in una famiglia è direttamente proporzionale ad un organo vivo trapiantato in un corpo di quasi morto. C'è una continua situazione di rigetto e di appropriamento di cellule. Il nuovo organo, deve trascinarsi dietro tutto il corpo che gli si attacca cercando di farlo annegare con il resto degli altri organi malati. L'assistito si nutre dell'aura vitale della badante che gradatamente perde linfa e freschezza. Si lo so, si raccontano storie metropolitane di vecchi che scappano e si sposano le badanti, ma queste storie sono solo quelle che finiscono sui giornali, sono poche gocce rispetto al mare delle altre situazioni molto più tristi. Nella stragrande maggioranza delle assistenze normali il vecchio si mette nella posizione dell'avente diritto, di chi deve essere assistito e basta, ad ogni costo, incondizionatamente e senza obbiezioni. Questa situazione dura dal Lunedì al Sabato in forma continuativa, pressante, asfissiante. Occorrono grosse motivazioni a monte per accettare un lavoro del genere. E' un lavoro che trova molta domanda sul mercato. Le badanti capaci disponibili al 24/24 sono poche, perchè questo lavoro non si può fare per molti anni. E' quasi una professione usa e getta. Quelle che resistono cercano di investire su se stesse e diventare OSS o ASA, magari si rimedia un lavoro in ospedale o in un ospizio, li almeno si lavora a turni, quasi anonimi. Il capo non è più la persona direttamente interessata al benessere dell'assistito, non è più l'assistito.