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venerdì 6 luglio 2012

Luglio, mese di contributi INPS

A Luglio si pagano i contributi dovuti all'Inps per i tre mesi precedenti (Aprile, Maggio, Giugno).
Per la badante convivente che lavora da mio padre, a 54 ore settimanali (702 totali nel trimestre), ho pagato ieri 737,10 Euro (si pagano entro il giorno dieci dei mesi di Gennaio, Aprile, Luglio e Ottobre). Totale circa tremila euro l'anno. Il bollettino si può scaricare dal sito Inps (occorre un PIN di identificazione rilasciato dall'Inps) oppure lo si può prendere presso il sindacati che si occupa anche di tenere tutti i rapporti e le buste paga da pensionato/assistito a badante. Adesso il bollettino è un MAV e si può pagare in qualsiasi banca (anche dove non si è clienti) senza nessuna spesa aggiunta, e anche in posta con le solite commissioni dei bollettini standard.
I contributi reali sono 716,04 Euro, mentre 21,06 Euro sono un contributo all'organizzazione che si occupa di garantire un'assicurazione minima in caso di malattia della badante (assicurazione a favore della badante). Una parte di questi 21 euro (circa la metà mi pare, quindi poco più di 10 Euro) sono a carico della badante e sono trattenuti dalla busta paga mensile (poco più di tre euro al mese).
Una volta pagato, si trattiene una parte del bollettino (in caso di controversie con l'Inps), e se ne consegna una parte alla badante che la userà per reclamare eventualmente all'Inps contributi erroneamente non conteggiati. 

venerdì 1 ottobre 2010

i 4 mesi dell'Apocalisse (l'INPS incassa)

Vabbè, non esageriamo, Gennaio, Aprile, Luglio, Ottobre sono "solo" i mesi della gabella ("solo" si fa per dire, è un eufemismo bello e buono).
Dall'uno al dieci di questi mesi si paga il bollettino Inps per i contributi della badante. Non si paga prima per non fare casini. Potrebbero interpretarlo come un ritardo nel pagamento del precedente rateo, e non si paga dopo per evitare multe, contenziosi e more. L'Inps non sa chi lavora o chi non lavora, ma una volta entrati nell'ingranaggio della burocrazia il codice fiscale si diluisce in tutti i documenti. Ho sentito anche dire, che alcuni non pagano e corrono quel rischio. A quanto ho capito, l'Inps (sono andato a chiederlo a loro) non si muove, ma aspetta una denuncia della badante che si vede mancare delle contribuzioni ai fini pensionistici.
Se però il lavoro in Italia durerà 2 o 3 anni, magari 7, e poi ci sarà la ghigliottina del rimpatrio forzato, chi volete che torni in Italia a pretendere fra 40 anni la pensione? Ve la immaginate una dell'Ecuador, del Perù o anche solo dell'Ucraina, che torna in Italia a perdersi nelle lungaggini, nell'inefficienza e nella poca gentilezza degli uffici che normalmente hanno a che fare con gli immigrati? Così capita che taluni datori di lavori facciano saltare dei bollettini alla badante e paghino solo quelli necessari alla lavoratrice per il rinnovo del permesso di soggiorno, gli ultimi tre (cioè gli ultimi 9 mesi) prima della scadenza del permesso di soggiorno. Del resto la badante può sempre dimostrare di avere un contratto e di avere un lavoro e di pagare le tasse con il modello Unico, sarebbe iniquo negargli il permesso di soggiorno solo perchè il suo datore di lavoro non paga la sua parte di Inps. Cosa vogliamo far fare alla badante, anche il recupero crediti dell'Inps?
Oggi con una badante convivente, inquadrata al livello CS, questa gabella vale 709,02 da versare ogni tre mesi.
Spesa complessiva annua Euro 2.036,08. Un'altra bella botta sul collo del mio vecchio e sui miei piedi. Con il mese di Luglio ci sono 21,06 Euro in più da pagare ogni tre mesi. Adesso le badanti hanno una specie di cassa malattia che paga loro un'integrazione se si ammalano e finiscono in ospedale e il datore di lavoro è coperto da eventuali infortuni che la badante potrebbe subire in casa sua. E' dura, ma mi sembra una cosa equa a tutela di tutti.