Se è convivente (altrimenti che senso avrebbe la domanda?), dorme presso l'anziano che assiste (che quasi sempre è anche datore di lavoro). La badante ha diritto ad una sistemazione tutta sua, cioè una camera di suo esclusivo utilizzo.
Il problema è:
"ma avranno tutti questa possibilità di assecondare i bisogni della badante e di ottemperare alla legge?"
Se l'assistito vive da tanto tempo in quella casa, magari piccola, in edificio datato, e magari in città, c'è la possibilità che la cameretta dei figli e quella degli ospiti non sia mai esistita, quindi niente camera per la badante. Non credo verrà mai un vigile a controllare o qualcuno del servizio igiene. Normalmente credo si cerchi di sistemare capra e cavoli amari cotto lo stesso tetto.
Di fatto è una convivenza, quindi all'atto dell'assunzione, va fatta una dichiarazione di ospitalità che va consegnata nel proprio comune e allo sportello unico dell'immigrazione che è parte integrante della prefettura. Una raccomandata con ricevuta di ritorno, da conservare gelosamente, va benissimo. Se non c'è documento che attesta la denuncia di ospitalità, si passa anche per commercianti di immigrati.
Un vecchio che ha bisogno di assistenza deve cominciare a preoccuparsi di dare assistenza legale a se e alla badante ... sempre che voglia tenersi in regola. Coi tempi che corrono, se rubi miliardi ti fanno un processo che dura un ventennio (almeno fino al tempo della prescrizione della colpa). Se vai a fare il medico in ospedale e sei un muratore, ti danno massimo 200 euro di multa e due mesi con la condizionale (cioè nulla) .
Se sei un vecchio devi metterti in trincea contro tutti, primo fra tutti chi ti da le pastiglie. Fare il vecchio è difficile e tutti cercano di fartela pagare (o almeno questa è la sensazione). C'è il rischi di beccarsi l'ergastolo e finire in un carcere dove non hanno nemmeno i pannoloni.
